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Carceri in Sicilia, Anci: «Subito il garante comunale dei detenuti in tutti i Comuni»
Carceri in Sicilia, Anci: «Subito il garante comunale dei detenuti in tutti i Comuni»
Anci Sicilia sollecita i sindaci: solo 4 su 22 Comuni con istituti penitenziari hanno istituito il garante. Richieste linee guida e coordinamento.
Anci Sicilia ha lanciato un appello ai sindaci dell'Isola perché istituiscano il Garante comunale dei diritti dei detenuti in tutti i Comuni che ospitano istituti penitenziari. L'iniziativa, presentata nella sede dell'associazione a Palermo, mira a garantire i diritti costituzionali delle persone private della libertà personale attraverso un'azione amministrativa omogenea e capillare sul territorio.
Contesto e cifre
La Sicilia, regione con il maggior numero di strutture penitenziarie in Italia, presenta però una copertura municipale fragile e frammentata: su 22 Comuni che ospitano carceri soltanto 4 hanno attivato la figura del Garante (Palermo, Siracusa, Messina e Trapani). A queste si aggiungono Caltagirone e Catania, che hanno approvato il regolamento ma non ancora dato piena attuazione alla nomina.
A livello normativo il Garante è previsto a livello nazionale dal 2014, mentre la Regione Sicilia aveva istituito il Garante regionale con la legge n. 5 del 19 maggio 2005; nonostante ciò la diffusione municipale resta incompleta.
Richieste e reazioni
Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, rispettivamente presidente e segretario generale di Anci Sicilia, hanno sottolineato l'importanza strategica del Garante: favorire un raccordo tra servizi comunali, detenuti e famiglie e sostenere i percorsi di reinserimento sociale alla fine della pena. L'associazione intende predisporre linee guida per i Comuni, ispirandosi alle indicazioni nazionali e al protocollo d'intesa tra Anci nazionale e il Garante nazionale dei detenuti.
Antonino De Lisi, Garante regionale dei diritti dei detenuti, ha assicurato la piena disponibilità a offrire supporto istituzionale agli enti locali che adotteranno la figura, proponendo collaborazione per la definizione di standard comuni.
Salvo Fleres, esperto e già Garante regionale, ha definito l'attenzione verso i detenuti non come un costo ma come un "risparmio differito", sostenendo che investire in diritti e reinserimento riduce il rischio di recidiva e favorisce la convivenza civile.
Stato delle carceri siciliane: la denuncia di Palermo
Dal fronte operativo arrivano denunce dettagliate sullo stato delle strutture. Pino Apprendi, Garante comunale di Palermo, ha definito il Pagliarelli e l'Ucciardone "inferni" per il sovraffollamento: oltre 1.400 detenuti a Pagliarelli e 610 all'Ucciardone. Con l'arrivo dell'estate, la mancanza di risposte e le limitazioni su ventilatori e frigoriferi in cella aggravano condizioni già critiche. Il sovraffollamento e la carenza di personale della Polizia Penitenziaria causano inoltre tensioni e ritardi nelle visite mediche specialistiche esterne ritenute necessarie.
Apprendi ha chiesto un regolamento omogeneo per i garanti comunali e un coordinamento regionale per la gestione delle strutture, evidenziando come una risposta unitaria possa incidere sulle condizioni di vita dei detenuti e sulla funzionalità dei servizi penitenziari.
All'incontro, oltre ai vertici di Anci Sicilia, erano presenti collegati in videoconferenza gli assessori dei Comuni interessati e il garante del Comune di Trapani, Alessandra Vitalba. L'appello dell'associazione punta ora a trasformarsi in un percorso pratico: predisposizione di linee guida e accompagnamento ai Comuni per l'istituzione del Garante comunale, con l'obiettivo di assicurare una copertura capillare sull'intero territorio siciliano.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 09 luglio 2026