IACP in Sicilia, Di Gangi (PD): «La destra vuole scegliere anche la rappresentanza degli assegnatari»

Il PD denuncia nomine contestate: per legge un assegnatario deve sedere nei Cda degli IACP; il governo regionale è chiamato a ritirare le nomine.

A cura di Redazione Redazione
20 luglio 2026 15:59
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
IACP in Sicilia, Di Gangi (PD): «La destra vuole scegliere anche la rappresentanza degli assegnatari» -
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Il deputato regionale del Pd, Di Gangi, accusa la destra siciliana di voler estendere la propria influenza oltre gli enti pubblici fino a "scegliersi" anche chi rappresenta gli assegnatari delle case popolari. La denuncia prende spunto da nomine recenti nei consigli di amministrazione degli IACP, definite dal Pd e dai sindacati come contestate e in contrasto con lo spirito della legge.

La legge prevede infatti che nei consigli di amministrazione degli IACP sieda un rappresentante degli assegnatari: non una formalità, ma una garanzia intesa a dare voce alle persone che vivono nelle case popolari, spesso in condizioni di fragilità. Di Gangi sottolinea che quella presenza serve a far sì che chi vive nelle strutture abitative possa partecipare alle decisioni che lo riguardano.

Secondo quanto riportato dalle organizzazioni sindacali, le nomine contestate restituiscono l'immagine di un Governo regionale che considera «ogni spazio come una propria disponibilità». Per il Pd, questo meccanismo rischia di trasformare lo spazio riservato alla rappresentanza degli assegnatari in un'ulteriore casella da spartire politicamente, vanificando la funzione di tutela prevista dalla normativa.

Nel mirino di Di Gangi anche la vicenda di Federcasa, alla quale la Regione aveva affidato in passato ingenti risorse pubbliche per servizi rivolti agli assegnatari. Il deputato ricorda che quella scelta era stata già criticata come politicamente sbagliata e che, alla luce degli sviluppi attuali, assume "un significato ancora più allarmante".

Reazioni e richieste

Il Pd chiede al Governo regionale di rispettare la legge, ritirare le nomine contestate e ricostituire i consigli di amministrazione riconoscendo agli assegnatari la rappresentanza che spetta loro. Di Gangi invita la maggioranza a "smettere di ammantarsi di legalità mentre piega le regole alle proprie esigenze di potere", ricordando che gli enti pubblici non sono proprietà della maggioranza.

La vicenda apre un confronto politico sulla gestione degli enti pubblici e sulla tutela dei diritti degli inquilini: per il Pd e i sindacati è in gioco la rappresentanza delle persone più fragili e la credibilità delle istituzioni che dovrebbero garantirla. Le prossime mosse del Governo regionale saranno decisive per stabilire se le nomine verranno ritirate e come verrà ricostituita la composizione dei Cda.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 20 luglio 2026

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