Messina, quattro alloggi confiscati alla mafia destinati alle famiglie delle ex baraccopoli

Schifani: beni illeciti trasformati in strumenti di inclusione. Uno assegnato, tre pronti e altri immobili in valutazione.

A cura di Redazione Redazione
29 luglio 2026 17:35
Notizia verificata · Fonte: regione.sicilia.it · Vedi fonti
Messina, quattro alloggi confiscati alla mafia destinati alle famiglie delle ex baraccopoli -
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Quattro alloggi confiscati alla mafia sono stati ristrutturati e destinati alle famiglie delle ex baraccopoli di Messina, secondo quanto reso noto dalla Struttura commissariale per il risanamento guidata da Renato Schifani. Uno degli appartamenti è già stato assegnato, tre sono pronti per l'assegnazione e due immobili sono al momento in fase di valutazione dagli uffici competenti.

Il presidente Renato Schifani ha definito l'operazione parte di un più ampio progetto: «L’obiettivo che stiamo perseguendo è cancellare le baraccopoli e investire sulla crescita sociale e culturale della comunità, trasformando patrimoni illeciti in beni destinati alle famiglie economicamente più fragili». Nel suo intervento Schifani ha sottolineato la scelta di acquistare o costruire alloggi green come componente della strategia di risanamento e inclusione.

L'assegnazione degli immobili si basa sull'intesa siglata nel 2025 tra l'Agenzia nazionale dei Beni confiscati alla criminalità e il Comune di Messina: la convenzione prevede il trasferimento alla Struttura Commissariale, diretta dal sub commissario Santi Trovato, e la successiva restituzione dei beni alla collettività. Gli interventi di ristrutturazione sono stati eseguiti dagli uffici della Struttura commissariale e, da inizio giugno ad oggi, 35 appartamenti ristrutturati sono stati consegnati ad ArisMe, l'agenzia comunale per la qualificazione della città e il risanamento della baraccopoli, per la scelta delle famiglie.

Il modello operativo descritto punta a un doppio risultato: sottrarre patrimoni all'illegalità e reinvestirli in politiche abitative rivolte a nuclei vulnerabili. La Struttura commissariale parla di un «ciclo virtuoso» che attribuisce agli immobili un valore sociale superiore alla loro componente economica, con la finalità di favorire inclusione e rigenerazione urbana.

Numeri, criteri e tempistiche restano tuttavia elementi da monitorare. Non sono stati resi pubblici nel dettaglio i criteri di selezione delle famiglie beneficiarie né le procedure per garantire la trasparenza delle assegnazioni: aspetti che associazioni locali e residenti indicano come prioritari per evitare rilanci di tensioni sociali. Allo stesso tempo, la sostenibilità a lungo termine richiederà risorse dedicate alla manutenzione degli immobili e a servizi di accompagnamento sociale.

La presenza di immobili ancora in valutazione e la consegna recente di decine di appartamenti ad ArisMe segnano però un'accelerazione nelle attività di risanamento. I prossimi passi annunciati prevedono l'assegnazione dei tre alloggi già pronti, ulteriori verifiche sugli altri due immobili e il monitoraggio delle famiglie assegnatarie per valutarne l'impatto sociale. La Struttura commissariale ha indicato l'intenzione di proseguire con un mix di recupero di beni confiscati e nuovi investimenti per spazi abitativi ecocompatibili.

Restano domande sulla governance del processo: come saranno rese pubbliche le graduatorie, quali garanzie per la partecipazione delle famiglie più fragili e quale ruolo avranno i servizi sociali comunali nel seguito delle assegnazioni. I responsabili istituzionali coinvolti hanno annunciato ulteriori comunicazioni operative nelle prossime settimane per dettagliare tempistiche e modalità d'accesso.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 luglio 2026

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