Mondello: diciottenne aggredito con un tirapugni, operato per fratture al volto; indagini in corso

Aggressione vicino a piazza Valdesi: tre giovani coinvolti, il ragazzo è stato operato a Villa Sofia. La polizia acquisisce video e cerca testimoni.

A cura di Redazione
08 luglio 2026 14:23
Mondello: diciottenne aggredito con un tirapugni, operato per fratture al volto; indagini in corso -
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Un diciottenne è stato brutalmente aggredito sabato sera a Mondello, vicino a piazza Valdesi, e ricoverato al pronto soccorso di Villa Sofia con gravi lesioni al volto dopo essere stato colpito con un tirapugni. La vittima, attaccante in una squadra di Eccellenza, è stata poi operata nel reparto di chirurgia maxillo-facciale per ridurre fratture scomposte allo zigomo, alla mascella e all'orbita.

Il racconto principale arriva dal padre del ragazzo, che attendeva notizie fuori dall'ospedale: «Mi chiama mio figlio, quasi all'una, e mi dice: ‘Vieni papà, vieni. Sono a Mondello’». L'uomo racconta di aver trovato il figlio con il volto «tutto gonfio e pieno di sangue, con un sopracciglio spaccato» e di aver saputo che l'aggressione sarebbe scoppiata per uno sguardo ritenuto una provocazione.

Secondo la ricostruzione del padre, i presunti aggressori erano tre giovani. «Uno gli fa: ‘Che c'è, picchì mi talii’», dice l'uomo; dopo i primi schiaffi, gli altri due avrebbero colpito con maggiore violenza e uno avrebbe usato un tirapugni, causando le fratture per cui il ragazzo è stato operato.

Indagini e prove raccolte

La polizia ha avviato accertamenti dopo la segnalazione del medico di guardia dell'ospedale. Gli investigatori hanno acquisito i filmati delle telecamere installate nelle vicinanze del luogo in cui sarebbe avvenuta la violenza e stanno cercando testimoni che confermino la dinamica e aiutino a identificare i tre responsabili. Il giovane è stato ascoltato brevemente e sarà nuovamente sentito non appena lascerà l'ospedale.

Il padre, oltre a ricostruire i fatti, esprime ampie preoccupazioni sulla possibile decisione di denunciare: «Se uno fa la denuncia, è spione… soprattutto nel quartiere in cui viviamo» riferendosi al contesto sociale del luogo di origine dei presunti aggressori. Nell'intervento pubblicato su Facebook sottolinea anche il timore che una denuncia possa esporre a ritorsioni.

Dopo l'operazione, il ragazzo ha affidato a una «storia» su Instagram una riflessione sul gesto subito: «È incredibile tutto ciò. Non c’è più amore, non c’è più pace, non c’è più rispetto. Il mondo è finito, state attenti». La vicenda ha suscitato allarme per la brutalità dell'aggressione e per l'uso di un'arma impropria come il tirapugni.

Gli inquirenti proseguiranno l'analisi dei filmati e la raccolta di testimonianze per risalire ai presunti responsabili. Nel frattempo il giovane resta sotto osservazione per l'evoluzione delle altre lesioni e sarà convocato dagli investigatori non appena le sue condizioni lo permetteranno.

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