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Palermo FC invia nota ai consiglieri: scoppia la polemica, consiglieri Pd e alleati parlano di atto 'gravissimo'
Palermo FC invia nota ai consiglieri: scoppia la polemica, consiglieri Pd e alleati parlano di atto 'gravissimo'
La società contesta il testo predisposto dal Comune e minaccia di interrompere l'iniziativa; consiglieri difendono i dirigenti e chiamano in causa il sindaco.
La nota inviata dal Palermo FC ai consiglieri comunali, recapitata prima che il Consiglio comunale ricevesse formalmente la proposta di delibera, è stata definita oggi dai gruppi di opposizione un fatto gravissimo e senza precedenti. Secondo i firmatari, la comunicazione della società arriva nel momento decisivo, a pochi giorni dalla scadenza del termine procedurale, creando un clima di forte tensione politica.
I consiglieri del Partito Democratico, di AVS, di Oso - Controcorrente, di Progetto Civico Italia e del Gruppo Misto sottolineano la necessità di difendere l'autonomia del Ragioniere Generale e del Segretario Generale, indicati come possibili capri espiatori della vicenda. Per i firmatari, gli uffici devono poter verificare gli atti e tutelare l'interesse pubblico senza diventare bersaglio di polemiche politiche.
Secondo la nota del club, il testo predisposto dall'amministrazione stravolgerebbe la proposta su cui si era sviluppato il percorso e dunque non sarebbe sottoscrivibile: il Palermo FC avrebbe chiesto di tornare al testo precedentemente condiviso e, in caso contrario, prospettato l'interruzione dell'iniziativa. I consiglieri contestano che tale contestazione pubblica mostri come non sia stato raggiunto per tempo un necessario punto di equilibrio tra le parti.
Il documento dei consiglieri rileva inoltre che il Comune non ha ancora sottoposto formalmente al Consiglio la delibera, con il rischio concreto che l'aula venga chiamata a decidere "all'ultimo secondo" su un atto non ricevuto e su cui le posizioni appaiono profondamente distanti. Viene richiamata la data del 28 luglio come termine oltre il quale la finestra temporale per un accordo efficace diventa critica.
La posta in gioco viene definita molto ampia: la candidatura di Palermo agli Europei 2032 è presentata dai firmatari come un'occasione che va oltre lo stadio, riguardando la credibilità della città, la capacità di attrarre investimenti e il ruolo internazionale. Per questo motivo i consiglieri affermano di essere pronti a lavorare in Consiglio fino all'ultimo minuto utile, ma chiedono atti definiti, un percorso trasparente e il pieno rispetto dei ruoli istituzionali.
Tra i firmatari della dichiarazione figurano i consiglieri del PD Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi; di AVS Giambrone e Mangano; di Oso - Controcorrente Argiroffi e Forello; di Progetto Civico Italia Carmelo Miceli; e il Gruppo Misto con Giaconia. I sottoscrittori imputano al sindaco la responsabilità politica dell'impasse, accusandolo di essersi mostrato "sempre più chiuso al dialogo" e di non aver costruito per tempo le condizioni per un'intesa.
Il messaggio politico è chiaro: la politica deve assumersi le proprie responsabilità e non scaricarle sulla struttura amministrativa. I consiglieri rivendicano la necessità che il Consiglio discuta e voti, che gli uffici lavorino senza condizionamenti e che il sindaco dimostri capacità e responsabilità per non vanificare un'opportunità ritenuta strategica per la città.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
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Verificato il: 28 luglio 2026