Palermo ricorda Rocco Chinnici: 43 anni dopo la bomba che uccise anche tre persone

Il sindaco Lagalla richiama la visione antimafia di Chinnici: seguire il denaro, costruire il pool e puntare sui giovani.

A cura di Redazione Redazione
29 luglio 2026 10:59
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Palermo ricorda Rocco Chinnici: 43 anni dopo la bomba che uccise anche tre persone -
Condividi

Palermo commemora oggi Rocco Chinnici, il magistrato che 43 anni fa divenne vittima di un attentato mafioso che non risparmiò altre tre persone. L'esplosione in via Pipitone Federico spezzò quattro vite e segnò una svolta nella percezione pubblica della lotta alla mafia. La cerimonia cittadina è stata accompagnata dalle parole del sindaco, che ha insistito sull'importanza della memoria e dell'azione concreta.

Nell'attentato persero la vita, oltre a Chinnici, il maresciallo dei Carabinieri Mario Trapassi, l'appuntato Salvatore Bartolotta e il portiere dello stabile Stefano Li Sacchi. Il ricordo delle quattro vittime è stato richiamato esplicitamente dal Comune: per la città la memoria non conosce gerarchie del dolore e i nomi vanno pronunciati insieme.

Secondo il sindaco Roberto Lagalla, Rocco Chinnici aveva intuito che la mafia non si combatte soltanto con gli arresti, ma seguendo il denaro e costruendo il lavoro di squadra tra magistrati. È a questa visione che il magistrato riconduce la nascita del metodo che portò al pool antimafia, un approccio collettivo che cambiò la storia delle indagini contro Cosa nostra.

Lagalla ha ribadito che quel sacrificio impone oggi responsabilità concrete: «A noi spetta il compito di dimostrare che quel sacrificio non è stato vano: costruendo istituzioni credibili, difendendo la legalità senza retorica, offrendo ai giovani opportunità, libertà e fiducia nello Stato». Le parole del sindaco hanno puntato sul binomio memoria-azione come risposta civica alla violenza mafiosa.

La commemorazione ha richiamato anche la dimensione sociale del lascito di Chinnici: il coinvolgimento dei giovani e della società civile è stato indicato come elemento centrale per evitare l'isolamento delle istituzioni e per costruire una cultura della legalità. Per il Comune, la tutela della memoria è strumento per rafforzare la fiducia nelle istituzioni.

Resta aperta la sfida di tradurre il ricordo in misure tangibili: potenziamento delle indagini economico-finanziarie contro le organizzazioni criminali, sostegno alle vittime e programmi educativi nelle scuole sono alcune delle indicazioni ricorrenti nel dibattito pubblico. A Palermo, la cerimonia odierna ha dunque ricordato non solo una tragedia, ma una strategia di contrasto che richiede continuità e impegno collettivo.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 luglio 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia