-
Prezzi alla pompa in rialzo: governo valuta l'«accisa mobile», possibile decreto il 4 agosto
Prezzi alla pompa in rialzo: governo valuta l'«accisa mobile», possibile decreto il 4 agosto
Meloni chiede verifiche sulle risorse; Urso annuncia calcoli sull'extragettito Iva: ipotesi sconto 6-7 centesimi, ma i fondi restano incerti.
I prezzi medi dei carburanti continuano a salire e il governo sta valutando interventi immediati. Secondo i dati trasmessi dagli esercenti al ministero delle Imprese e del Made in Italy la benzina self service costa in media 1,981 €/l e il gasolio 2,184 €/l, mentre in autostrada le medie raggiungono rispettivamente 2,071 €/l e 2,255 €/l. La premier Giorgia Meloni ha chiesto al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di verificare le risorse disponibili; il ministro Adolfo Urso ha indicato il 4 agosto come possibile data per un decreto sulle accise.
Come funziona l'accisa mobile
L'ipotesi sul tavolo è l'attivazione dell'accisa mobile, che permette di ridurre temporaneamente le accise quando il prezzo internazionale del petrolio, espresso in euro, cresce oltre i valori programmati. La legge prevede che la riduzione sia finanziata esclusivamente dal maggior gettito Iva generato dall'aumento dei prezzi: il ministero dell'Economia deve quindi calcolare l'extragettito Iva effettivamente incassato rispetto alle previsioni. Il decreto non scatta automaticamente al superamento di una soglia del greggio; serve un atto amministrativo che determini l'ammontare del taglio.
Vincoli di bilancio e dati recenti
I vincoli non sono solo procedurali: il rapporto mensile del Dipartimento delle finanze e della Ragioneria generale dello Stato segnala che le entrate dalle accise sui prodotti energetici sono in flessione, con una diminuzione di 539 milioni di euro (circa -5,8% rispetto al mese precedente). Questo significa che, al momento, l'extragettito Iva necessario a coprire una riduzione delle accise potrebbe risultare insufficiente o nullo, comprimendo la capacità del governo di finanziare uno sconto generalizzato.
Tempi, dichiarazioni e limiti politici
Adolfo Urso ha spiegato che «l'accisa mobile è il meccanismo che consente di destinare il maggior gettito Iva... alla riduzione delle accise», ma che «per attivarlo bisogna attendere i calcoli del ministero dell'Economia sull'extragettito del mese, che saranno disponibili la prossima settimana». Il ministro ha anche ricordato che non si potrà ricorrere allo scostamento di bilancio concesso dalla Ue, fattore che limita ulteriormente le opzioni fiscali e rende urgente la verifica delle risorse effettive.
Quanto varrebbe lo sconto e quanto costa allo Stato
L'accisa ordinaria applicata nel 2026 è pari a 672,90 € ogni 1.000 litri (cioè 0,6729 €/l) e su questa aliquota si applica l'Iva al 22%; di conseguenza le imposte incidono per circa la metà del prezzo pagato alla pompa. L'esecutivo valuta uno sconto di 6-7 centesimi al litro, misura ritenuta da molte associazioni dei consumatori insufficiente per mitigare l'impatto sull'utente finale. I precedenti interventi mostrano l'entità delle risorse necessarie: gli sconti dal 2 al 10 maggio (5 cent/l benzina e 20 cent/l gasolio) sono costati allo Stato 146,5 milioni di euro, quelli dal 23 maggio al 6 giugno 133,8 milioni, mentre il decreto di marzo (meno 20 cent/l per venti giorni) è stato stimato in oltre 417 milioni di euro.
Un taglio di soli 6-7 centesimi, con i prezzi attuali, in molti casi non sarebbe sufficiente a riportare la benzina o il diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro al litro, riducendo l'efficacia percepita dell'intervento.
Opzioni complementari e criteri di selezione
Il governo ha indicato la possibilità di affiancare al taglio generalizzato misure mirate per le famiglie più vulnerabili: tra le ipotesi figurano la social card "Dedicata a te" e misure specifiche per i settori più esposti, come il credito d'imposta già utilizzato per l'autotrasporto. Urso ha precisato che l'entità di eventuali misure aggiuntive dipenderà da una valutazione collegiale e dalla disponibilità di risorse.
La partita si gioca quindi su due fronti: il calcolo tecnico dell'extragettito Iva e la scelta politica delle coperture. Il calendario segnala il Consiglio dei ministri del 4 agosto come il momento in cui il governo potrà decidere se e come intervenire, mentre le associazioni dei consumatori continuano a sollecitare misure più incisive.
Resta aperta la domanda centrale: il possibile abbassamento alla pompa sarà sufficiente e sostenibile nel medio termine, oppure serviranno ulteriori risorse e interventi mirati per contenere l'impatto dei rincari sui bilanci delle famiglie e sui settori produttivi?