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Rivolta a Piazza Lanza: tre agenti feriti e massiccio intervento di forze dell'ordine
Rivolta a Piazza Lanza: tre agenti feriti e massiccio intervento di forze dell'ordine
Scontri tra detenuti in due sezioni, tre agenti feriti; Gio, polizia, carabinieri e finanzieri dispiegati attorno alla casa circondariale.
Il carcere di Piazza Lanza a Catania è stato teatro di disordini che hanno richiesto un massiccio intervento delle forze dell'ordine. Dalle prime notizie alcuni detenuti di due bracci si sono scontrati, con il risultato che tre agenti penitenziari sono rimasti feriti e sul posto sono intervenuti polizia, carabinieri, finanzieri e i mezzi del 118.
Dettagli e interventi
Secondo le ricostruzioni preliminari i contatti sarebbero avvenuti tra i reparti Simeto e Amenano, ciascuno con centinaia di ospiti. Nella colluttazione un agente ha riportato una lussazione, un secondo è stato ferito al volto e altri hanno subito escoriazioni. Per contenere i disordini è stato attivato un imponente dispositivo di sicurezza e sono giunti sul posto anche gli agenti del Gio (Gruppo di intervento operativo), reparto speciale previsto dal Ministero della Giustizia per fronteggiare emergenze e rivolte.
Nel descrivere l'intervento, fonti sindacali riferiscono che il numero degli agenti presenti non era sufficiente a sedare la rissa: secondo Armando Algozzino (presidente nazionale Uil Fp polizia penitenziaria) sarebbe servita una ventina di agenti in più, mentre gli effettivi disponibili erano «meno della metà» di quelli necessari.
Reazioni e contesto
Per Mimmo Nicotra, presidente nazionale del Consipe, quanto avvenuto non è una fatalità ma «la cronaca di un disastro ampiamente annunciato». Nicotra denuncia uno sovraffollamento che sfiora il 170% e una carenza organica cronica che supera le 60 unità, fattori che, a suo avviso, trasformano la struttura in una polveriera.
Il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (Sappe) ha sottolineato che solo il coraggio e la professionalità degli agenti hanno impedito un peggioramento della situazione, richiamando l'attenzione su aggressioni, tensioni e condizioni operative definite insostenibili.
Al momento sono in corso valutazioni su eventuali indagini interne e accertamenti per ricostruire nel dettaglio le dinamiche dell'accaduto. Resta aperta la questione delle misure urgenti richieste dai sindacati per fronteggiare il problema del personale e del sovraffollamento, con aggiornamenti attesi nelle prossime ore.