San Giuseppe Jato: sequestrati quasi 100 cani in una villetta, scatta il piano di recupero

Carabinieri e Lav hanno liberato gli animali da condizioni igienico-sanitarie estreme; il sindaco ordina la bonifica e dispone gli affidi.

A cura di Redazione
08 luglio 2026 13:49
San Giuseppe Jato: sequestrati quasi 100 cani in una villetta, scatta il piano di recupero -
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San Giuseppe Jato — Quasi cento cani sono stati sequestrati dai carabinieri in una villetta di contrada Traversa a San Giuseppe Jato, dopo il ritrovamento di locali in condizioni di degrado estremo, con rifiuti, feci e carcasse di animali. L'autorità giudiziaria ha disposto l'intervento con il supporto specialistico della Lav, che ha avviato il recupero e l'assistenza sanitaria agli animali.

Intervento e sequestro

Gli operatori hanno trovato gli animali rinchiusi in spazi ristretti, molti privi di microchip e in gravi condizioni igienico-sanitarie. L'azione è scattata dopo segnalazioni accumulate nel tempo e un sopralluogo che ha confermato lo stato di sofferenza degli animali; l'atto giudiziario ha consentito il sequestro preventivo e il trasferimento dei soggetti più bisognosi in strutture veterinarie.

Il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, è stato nominato custode degli animali e ha spiegato che la vicenda va avanti da circa 20 anni. In passato la situazione aveva già avuto risonanza mediatica e numerose proteste da parte dei residenti della zona, costretti talvolta a vendere proprietà o a cambiare residenza a causa dei cattivi odori e del degrado.

Condizioni e responsabilità

Secondo la Lav, i cani vivevano in condizioni igienico-sanitarie estremamente precarie e la coppia proprietaria della villetta sarebbe stata finanziata nel tempo da privati, associazioni e influencer, circostanza che avrebbe favorito l'accumulo fino a raggiungere il numero eccezionale di animali. L'associazione ha già preso in carico alcuni animali per le prime cure; sette soggetti sono stati trasferiti tempestivamente sotto la responsabilità della Lav.

L'autorità comunale ha emesso un'ordinanza che impone al proprietario dieci giorni per procedere alla bonifica dei locali; in caso contrario il Comune procederà con un intervento sostitutivo e potrà scattare una nuova denuncia. Il mancato rispetto di ordinanze e segnalazioni pregresse è indicato come elemento aggravante dall'amministrazione.

Impatto locale e criticità strutturali

Il caso è inserito in un fenomeno più ampio di accumulo di animali (hoarding), definito dalla Lav e dagli esperti come sottovalutato e complesso: provoca danni al benessere animale, rischi per la salute pubblica, isolamento sociale delle persone coinvolte e degrado delle abitazioni. Ciro Troiano, responsabile dell'osservatorio zoomafia della Lav, sottolinea che l'approccio penale è necessario ma non sufficiente: servono interventi integrati e competenze multidisciplinari per prevenire la ricomparsa di casi analoghi.

La mancanza di microchip su molti animali complica inoltre le attività di tracciamento e responsabilizzazione, rendendo più difficile ricostruire la storia sanitaria e gli affidi corretti. La priorità immediata indicata dalle autorità è garantire le cure veterinarie e procedere con l'affidamento responsabile non appena gli animali saranno stabilizzati.

Prossimi passi e azioni programmate

Il sindaco annuncia che i cani più bisognosi saranno trasferiti in strutture accreditate dove riceveranno le necessarie cure; per gli altri si sta predisponendo un piano di affidi e recupero comportamentale. La Lav ha confermato l'impegno a trovare famiglie disponibili per le adozioni una volta completata la riabilitazione.

Le autorità locali e l'associazione animalista chiedono ora una maggiore coordinazione tra istituzioni, sanitari, servizi sociali e associazioni per affrontare il fenomeno a monte: monitoraggio, interventi di sostegno psicosociale e campagne di sensibilizzazione sono considerati elementi chiave per evitare il ripetersi di situazioni analoghe.

Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità penali e amministrative connesse alla detenzione degli animali e al mancato rispetto delle ordinanze comunali: il sequestro apre la fase di accertamento giudiziario mentre la comunità locale resta sotto shock per l'entità e la gravità del caso.

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