Sicilia orientale: avviata la consultazione per le riserve Valle dell'Ossena e Valle del Loddiero

L'assessorato al Territorio apre la fase partecipativa dopo il via del Crppn: pubblicate le delibere nei Comuni per raccogliere osservazioni.

A cura di Redazione Redazione
23 luglio 2026 14:04
Sicilia orientale: avviata la consultazione per le riserve Valle dell'Ossena e Valle del Loddiero -
Condividi

L'assessorato regionale del Territorio e dell'ambiente ha avviato la fase partecipativa per l'istituzione di due nuove riserve naturali nella Sicilia orientale, la Valle dell'Ossena e la Valle del Loddiero. La decisione segue l'approvazione del Comitato regionale per la protezione del patrimonio naturale (Crppn) e punta a raccogliere contributi da cittadini, associazioni e portatori d'interesse.

L'assessore Giusi Savarino ha richiamato l'importanza della partecipazione: «Questa fase è cruciale per garantire che l’istituzione delle riserve rispecchi le esigenze e le conoscenze delle comunità locali». Ha invitato i residenti a consultare i documenti tecnici disponibili negli uffici comunali e a presentare osservazioni entro i termini previsti dalla legge.

Dettaglio delle aree

La proposta per la Valle dell'Ossena interessa una superficie complessiva di 2.409 ettari e ricade nei Comuni di Militello in Val di Catania, Francofonte, Lentini e Vizzini. L'area è attraversata dal torrente Ossena, che ha inciso gole, cascate e pozze tra rocce basaltiche; ospita foreste a galleria di salici e pioppi bianchi, una fauna diversificata con rapaci, mammiferi come l'istrice e specie acquatiche rare come il granchio di fiume. Dal punto di vista geologico la valle conserva una testimonianza dell'evoluzione dell'altopiano ibleo, con rocce vulcaniche e sedimentarie ricche di fossili.

La riserva proposta per la Valle del Loddiero, estesa su 233 ettari tra Militello in Val di Catania e Scordia, è già riconosciuta come Ecomuseo dal 2020. L'area è nota per una delle successioni stratigrafiche più complete dell'altopiano ibleo, con alternanze di vulcaniti e rocce carbonatiche del Pliocene e Pleistocene. Gli habitat includono boschi di quercia bianca, foreste di leccio e pareti rocciose con vegetazione casmofitica; la fauna annovera specie protette come il falco pellegrino e l'aquila di Bonelli, oltre a rettili e anfibi endemici. Il progetto Life Conrasi ha già evidenziato l'importanza dell'area per la conservazione dei rapaci.

Le delibere proposte saranno pubblicate negli albi pretori dei Comuni interessati per consentire la presentazione di osservazioni e contributi. I documenti tecnici completi sono a disposizione degli interessati negli uffici comunali competenti; la procedura seguirà i termini e le modalità stabilite dalla normativa regionale e nazionale.

La fase partecipativa servirà a orientare la futura gestione delle aree protette: dalle misure di tutela ambientale alle possibili ricadute su uso del suolo, fruizione pubblica, ricerca scientifica e turismo sostenibile. L'assessorato sottolinea l'intento di costruire il progetto di tutela coinvolgendo le comunità locali e i soggetti economici e associativi interessati.

I prossimi passaggi prevedono l'esame delle osservazioni raccolte, eventuali modifiche alle delibere e la definizione dello strumento di tutela definitivo. Per informazioni pratiche e scadenze, i cittadini sono invitati a rivolgersi agli uffici comunali dei Comuni coinvolti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 23 luglio 2026

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia