Tentata rivolta a Gazzi: quattro detenuti aggrediscono agenti, sei feriti

A Messina, estintori e violenza in carcere: il sindacato Sinappe chiede trasferimenti urgenti e misure per la sicurezza del personale.

A cura di Redazione
08 luglio 2026 08:08
Tentata rivolta a Gazzi: quattro detenuti aggrediscono agenti, sei feriti -
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Il tentativo di rivolta avvenuto il 6 luglio nel carcere di Gazzi a Messina ha lasciato sei agenti della polizia penitenziaria feriti ed è stato sedato grazie all'intervento degli altri operatori. Quattro detenuti, già sottoposti a sorveglianza speciale, hanno attaccato il personale durante la fase di rientro dal passeggio, provocando momenti di forte tensione.

Secondo la ricostruzione, i detenuti hanno approfittato della fruizione di una telefonata e del ritorno dal passeggio per assediare l'ispettore di turno presso l'ufficio della sorveglianza generale. Nell'aggressione sono stati utilizzati estintori, con dispersione di fumi che ha complicato le operazioni e aumentato il rischio per il personale.

All'arrivo sul posto è intervenuto anche il Comandante di Reparto, che si è esposto per coordinare gli interventi e ripristinare l'ordine: anche lui è stato vittima dell'aggressione, riportando numerosi calci da parte dei detenuti coinvolti.

Solo il tempestivo e professionale intervento degli agenti accorsi ha permesso di contenere la situazione e ricondurre i detenuti nelle celle, operazione complicata ma conclusasi con il ripristino dell'ordine interno.

Al termine degli scontri, sei appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria sono rimasti feriti e hanno dovuto ricorrere alle cure del personale sanitario interno all'istituto.

Reazioni e richieste del sindacato

Il vicesegretario regionale del Sinappe, Giovanni Spanò, ha definito l'episodio «folle e ingiustificabile», sottolineando come si tratti dell'ennesimo atto di violenza ai danni del personale di polizia penitenziaria. Spanò ha evidenziato le crescenti difficoltà operative e la necessità di una riflessione urgente sulla tenuta della sicurezza all'interno dell'istituto.

Il sindacato ha inoltre denunciato un atteggiamento di sostanziale inerzia da parte dell'Amministrazione Penitenziaria regionale, ricordando i presunti deficit strutturali dell'istituto e le reiterate richieste di allontanamento dei soggetti più problematici, senza che, secondo il Sinappe, siano stati presi provvedimenti concreti.

Il Sinappe chiede un intervento immediato e deciso: misure a tutela del personale, la valutazione rapida del trasferimento dei detenuti responsabili e provvedimenti che prevengano il ripetersi di episodi simili. L'episodio riaccende il dibattito sulla gestione dei detenuti facinorosi e sulle condizioni operative degli agenti penitenziari nell'istituto di Gazzi.

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