Cenere vulcanica, la Sicilia valuta il riuso in bioedilizia e un prezzario regionale per rimozione e smaltimento

L'assessore Aricò propone voci specifiche nel prezzario regionale e il recupero della cenere come semilavorato per la bioedilizia.

A cura di Redazione Redazione
26 agosto 2026 19:36
Notizia verificata · Fonte: regione.sicilia.it · Vedi fonti
Cenere vulcanica, la Sicilia valuta il riuso in bioedilizia e un prezzario regionale per rimozione e smaltimento -
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La Regione Siciliana avvia una proposta per trasformare la cenere vulcanica da problema ambientale a risorsa industriale. L'assessore alle Infrastrutture e alla mobilità, Alessandro Aricò, ha presentato la proposta di utilizzare la cenere vulcanica per produrre semilavorati impiegabili nella bioedilizia e di inserire nel nuovo prezzario regionale unico dei lavori pubblici una voce specifica per la rimozione, raccolta, trasporto, conferimento e smaltimento del materiale.

L'iniziativa nasce dopo le recenti attività del vulcano Etna, che hanno causato ricadute di cenere in diversi Comuni dell'area etnea. Aricò ha motivato la proposta richiamando le difficoltà concrete per gli enti locali nel liberare strade e aree pubbliche: «La cenere vulcanica rappresenta per la Sicilia un fenomeno ricorrente che può creare difficoltà concrete ai Comuni e agli enti che devono intervenire rapidamente», ha detto, sottolineando la necessità di un riferimento regionale chiaro per la quantificazione dei costi.

Dettagli e iter

È convocata la commissione del Dipartimento regionale tecnico per valutare le due linee proposte: da un lato la creazione di una voce specifica nel prezzario per le operazioni di emergenza (rimozione, raccolta, carico, trasporto, deposito e smaltimento), dall'altro la valutazione tecnica sulle possibilità di trattamento, recupero e riutilizzo della cenere a fini produttivi. Le voci del prezzario potranno essere articolate in relazione alle diverse modalità operative, fornendo così uno strumento per la programmazione degli interventi e la predisposizione degli atti amministrativi da parte degli enti locali.

Il riutilizzo è subordinato a verifiche tecniche e normative. La proposta prevede che eventuali attività di trattamento e reimpiego siano valutate solo se le caratteristiche del materiale lo consentiranno e nel pieno rispetto della normativa vigente. Ciò comprende controlli su qualità, eventuali contaminazioni e idoneità per l'impiego in semilavorati per l'edilizia sostenibile.

Benefici attesi e criticità operative. Tra i vantaggi segnalati vi sono la riduzione dei rifiuti destinati allo smaltimento, la promozione di pratiche di economia circolare e una maggiore certezza sui costi per i Comuni. Allo stesso tempo, restano questioni aperte legate alla sicurezza, alla logistica del trasporto verso impianti autorizzati, ai costi effettivi delle operazioni e alla compatibilità tecnica della cenere con gli usi previsti.

Prossimi passi: la Regione procederà con il confronto tecnico con gli enti locali e i soggetti competenti per definire modalità, standard e procedure. Se la commissione confermerà la fattibilità, la nuova voce del prezzario unico potrà diventare riferimento ufficiale per gli interventi di emergenza e per eventuali progetti pilota di recupero in ambito di bioedilizia.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 26 agosto 2026

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