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Giardini Naxos: 77enne in carcere per tentato femminicidio della moglie con demenza
Giardini Naxos: 77enne in carcere per tentato femminicidio della moglie con demenza
Il gip di Messina convalida il provvedimento: rischio di reiterazione, assenza di domicilio alternativo; la donna è stata trasferita in una struttura.
Un uomo di 77 anni è stato posto in custodia cautelare in carcere con l'accusa di tentato femminicidio e maltrattamenti nei confronti della moglie, una donna affetta da demenza senile. La convalida dell'arresto è stata disposta dal gip di Messina, Salvatore Pugliese, al termine dell'udienza relativa ai fatti avvenuti a Giardini Naxos.
L'udienza e la decisione del gip
Il giudice ha ritenuto sussistere le esigenze cautelari, in particolare un elevato rischio di reiterazione di condotte violente. A pesare sulla decisione è stato anche il fatto che non è stato indicato un domicilio alternativo idoneo e sicuro per applicare misure meno afflittive degli arresti domiciliari. Nel frattempo la donna è stata trasferita dai figli in una struttura specializzata per garantirle assistenza continuativa.
Durante l'interrogatorio l'indagato, difeso dall'avvocato Giovanni Mannuccia, ha negato di aver stretto il cavo del telefono attorno al collo della moglie e ha fornito la propria versione: secondo lui ci sarebbe stato uno scatto d'ira durante una discussione, alla presenza della collaboratrice domestica, e alcune frasi minacciose pronunciate dall'uomo avrebbero avuto carattere estemporaneo. L'indagato avrebbe anche detto di sentirsi esasperato dalla gestione della patologia della consorte e di volere il suo trasferimento in una struttura.
La Procura, invece, contesta che il cavo sia stato effettivamente usato per tentare di strangolare la donna. L'intervento dei carabinieri era scattato dopo la chiamata della badante alla Centrale operativa di Taormina, che segnalava un tentativo di strangolamento; i militari avrebbero trovato l'uomo ancora nell'abitazione di corso Umberto I e hanno sequestrato il cavo del caricabatterie rinvenuto su un mobile.
Negli atti dell'indagine sono inoltre riportate altre manifestazioni di aggressività, compresi presunti episodi di violenza e minacce rivolte al figlio della coppia. Per questo la Procura contesta al 77enne non solo il tentato femminicidio ma anche maltrattamenti aggravati dalla condizione di disabilità della moglie, ipotizzando che la condotta violenta si sarebbe protratta nel tempo.
La vicenda si inserisce in un quadro di forte disagio familiare e assistenziale: la donna necessita di cura continua e la presenza di una collaboratrice domestica per alcune ore al giorno non sarebbe stata ritenuta sufficiente dall'indagato. Secondo la sua ricostruzione, la volontà della famiglia era di trasferirla in una struttura specializzata, operazione che è stata poi compiuta dai figli dopo l'episodio.
Nell'ordinanza il gip osserva che la sola permanenza della donna in struttura non esclude automaticamente il pericolo per la sua incolumità: non risultano infatti provvedimenti che ne limitino la capacità di decidere e, teoricamente, potrebbe scegliere di tornare all'abitazione coniugale. Per questi motivi il giudice ha ritenuto il carcere, allo stato, l'unica misura in grado di garantire una protezione adeguata alla persona offesa.
Gli elementi forniti dall'indagato saranno confrontati con quelli raccolti dagli investigatori e riportati negli atti dell'arresto. La vicenda resta al centro delle indagini e saranno le prossime fasi processuali a chiarire dinamica e responsabilità degli eventi contestati.