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Ponte sullo Stretto: Salvini annuncia cantieri in autunno, ma restano prescrizioni e verifiche
Ponte sullo Stretto: Salvini annuncia cantieri in autunno, ma restano prescrizioni e verifiche
Al Meeting di Rimini il ministro prevede l'avvio in autunno; il Consiglio superiore e la Corte dei conti impongono ulteriori controlli tecnici e amministrativi.
Matteo Salvini ha rilanciato al Meeting di Rimini l'ipotesi di vedere i cantieri del Ponte sullo Stretto partire entro l'autunno: "Sono fiducioso", ha detto il ministro delle Infrastrutture, sostenendo che nell'ultimo anno il governo abbia "fatto i compiti" richiesti dopo lo stop della Corte dei conti. Tuttavia, tra le prescrizioni tecniche del Consiglio superiore dei lavori pubblici e i passaggi amministrativi ancora aperti, la data rimane condizionata a una serie di verifiche obbligatorie.
Il progetto, ha ribadito Salvini, "non cambia": una campata unica di 3,3 chilometri, due torri alte circa 400 metri e un investimento stimato in 13,5 miliardi di euro. Il ministro ha inoltre sottolineato il presunto "netto miglioramento della qualità della vita" per chi si sposta tra Sicilia e Calabria, ma la transizione dal progetto annunciato alla fase esecutiva passa per verifiche che i tecnici del settore definiscono non marginali.
Verifiche tecniche e prescrizioni
Il 6 agosto il Consiglio superiore dei lavori pubblici ha espresso un parere favorevole, ma corredato da un pacchetto di prescrizioni e raccomandazioni. Tra i punti che richiedono approfondimenti figurano la caratterizzazione geologica e l'analisi delle faglie sismiche, dati che in parte si basano su indagini datate. Per un'opera con una campata di 3.300 metri il tema del vento è cruciale: i risultati delle prove in laboratorio non sono risultati sempre coincidenti e sono state chieste prove su scala maggiore. Sono inoltre richieste verifiche sul comportamento dei cavi, sulla stabilità delle torri in condizioni estreme, sulla resistenza a incendi o esplosioni, e su scenari di sabotaggio e attacchi informatici.
Non meno importante è la compatibilità con il traffico marittimo nello Stretto: pur prevedendo un ampio franco navigabile, la documentazione tecnica deve considerare le diverse condizioni operative e le caratteristiche delle navi in transito. Per i tecnici, queste non sono semplici modifiche da aggiungere in corso d'opera, ma elementi che possono influenzare la progettazione esecutiva dell'opera.
Secondo la società Stretto di Messina, la maggior parte degli approfondimenti era già prevista nella progettazione esecutiva e non dovrebbe comportare un aumento rispetto ai 13,5 miliardi annunciati, ma si tratta di una previsione che dovrà essere verificata nel prosieguo dell'iter tecnico e amministrativo. Il parere del Consiglio impone che tali studi, prove e verifiche siano completati prima del passaggio definitivo alla fase esecutiva.
Il percorso amministrativo non si esaurisce con il parere: la società deve elaborare risposte tecniche puntuali alle osservazioni, quindi il progetto tornerà al Cipess per una nuova deliberazione e infine affronterà nuovamente il controllo della Corte dei conti. Salvini ha indicato quest'ultimo passaggio come "il più importante" per sbloccare l'opera e confermare l'ipotesi di avvio dei lavori in autunno.
Dal punto di vista politico, il ministro ha trasformato l'annuncio in un attacco alla cultura del rifiuto: "È più facile dire di no: no Tav, no Expo, no Olimpiadi, no Mose, no Tap, no Ponte", ha affermato, definendo il Ponte "l'unica opera pubblica non ancora partita, ma già indagata" e scherzando di essersi "autodenunciato". Le critiche politiche non mancano: chi in Sicilia e Calabria teme una forma di "colonizzazione dei milanesi" continua a contestare il progetto, rendendo evidente la dimensione territoriale e simbolica del confronto.
Il Ponte sullo Stretto continua così a muoversi tra annunci e passaggi tecnici-amministrativi. La promessa di apertura dei cantieri in autunno rappresenta un orizzonte ottimistico ma rimane subordinata a un percorso che richiede risposte tecniche complesse, nuove deliberazioni e il visto della Corte dei conti. Dopo oltre cinquanta anni di dibattito, l'opera si avvicina ancora una volta, ma il percorso resta frammentato in scadenze e verifiche che decideranno se e quando la campata da 3,3 km diventerà realtà.