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Zen, auto incendiata nella notte: trovato un innesco e tracce di benzina
Zen, auto incendiata nella notte: trovato un innesco e tracce di benzina
Nel quartiere Zen un'auto brucia vicino a una casa crivellata di colpi; indagano i carabinieri, i residenti chiedono risposte contro lo spaccio.
Nella scorsa notte un'auto è stata incendiata in via Rocky Marciano, nel quartiere Zen: i vigili del fuoco hanno domato le fiamme che hanno distrutto una Peugeot 308 parcheggiata a pochi metri dall'abitazione che qualche ora prima era stata colpita da proiettili. Accanto al veicolo gli investigatori hanno trovato un innesco e tracce visibili di benzina, elemento che orienta gli accertamenti verso un atto doloso.
I soccorritori del Comando provinciale non hanno ritenuto necessario il ricorso immediato al Nucleo Nbcr, poiché le tracce di carburante erano evidenti ad occhio nudo. L'ipotesi di una rappresaglia o di una vendetta non è esclusa, ma gli inquirenti mantengono cautela e non escludono altre spiegazioni fino al completamento degli accertamenti tecnici.
Sull'episodio indagano i carabinieri, che hanno preso contatti con la proprietaria dell'auto, una donna di 30 anni; il mezzo risulta però in uso a un uomo. Non è ancora chiaro se questi soggetti abbiano legami con le altre vittime degli ultimi giorni: l'abitazione crivellata di colpi, il 42enne che si è presentato al pronto soccorso con il polso squarciato, o l'omicidio avvenuto la notte di Ferragosto.
Il rogo si colloca in una catena di episodi violenti che hanno scosso lo Zen nelle ultime settimane. Tra questi c'è il brutale omicidio del 45enne Vito Genovese, per il quale al momento risultano tre indagati rinchiusi in carcere; inoltre sono stati segnalati spari contro l'abitazione di un pregiudicato e il ferimento di un cognato ritenuto coinvolto in una lite culminata nella tragedia.
Una residente, che ha chiesto di restare anonima, riassume il clima del quartiere: "Siamo stanchi. Qui basta poco per scatenare l'inferno. Il motivo? La droga e la gestione delle piazze di spaccio". Le parole esprimono la paura e la frustrazione di molti abitanti, che denunciano il ruolo dello spaccio come causa principale di tensioni e violenze.
Le indagini dei carabinieri proseguiranno con rilievi tecnici, analisi delle immagini e raccolta di testimonianze per ricostruire dinamiche e responsabilità. Al momento gli investigatori dichiarano di non escludere alcuna ipotesi e invitano chi abbia informazioni utili a mettersi in contatto con le autorità.
Il nuovo episodio alimenta le richieste di una risposta dello Stato da parte dei residenti: oltre al rafforzamento delle misure di sicurezza, molti chiedono interventi sociali mirati per contrastare il degrado e l'illegalità che, a loro avviso, alimentano la spirale di violenza nel quartiere.