Agrigento: due misure cautelari per presunta frode su cittadinanze 'iure sanguinis'

Polizia di Stato esegue arresto e sospensione: indagine su un sistema illecito per il riconoscimento di cittadinanze a cittadini di origine brasiliana.

A cura di Redazione Redazione
05 settembre 2026 11:34
Notizia verificata · Fonte: questure.poliziadistato.it · Vedi fonti
Agrigento: due misure cautelari per presunta frode su cittadinanze 'iure sanguinis' -
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La Polizia di Stato di Agrigento ha eseguito nella mattinata del 4 settembre due misure cautelari divenute definitive dopo la sentenza della Corte di Cassazione del 3 settembre 2026. Una misura ha previsto la custodia cautelare in carcere per il titolare di un'agenzia d'affari; l'altra la sospensione per sei mesi dall'esercizio del pubblico ufficio per un'ispettrice del Comune di Porto Empedocle.

Dettagli dell'indagine e sviluppi giudiziari

L'attività è stata condotta dalla Sezione Reati contro la Pubblica Amministrazione e il Patrimonio della Squadra Mobile di Agrigento, nel quadro di un procedimento coordinato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento. Le misure cautelari sono state disposte dal Tribunale del Riesame di Palermo e rese definitive dalla Prima Sezione Penale della Corte di Cassazione con la sentenza del 3 settembre 2026, che ha rigettato i ricorsi degli indagati.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l'indagine — avviata nel maggio 2023 e conclusasi ad aprile 2025 — ha individuato un presunto sistema illecito organizzato intorno alla gestione delle pratiche per il riconoscimento della cittadinanza italiana iure sanguinis a favore di cittadini di origine brasiliana. Gli accertamenti hanno portato al deferimento di 23 persone alla Procura di Agrigento, ritenute coinvolte a vario titolo in reati quali corruzione, falso, favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, riciclaggio e impiego di beni di provenienza illecita.

Il titolare dell'agenzia d'affari è indagato, tra l'altro, per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale, corruzione e concorso nei reati di riciclaggio e autoriciclaggio; al termine delle operazioni è stato trasferito alla Casa Circondariale di Agrigento. L'ispettrice comunale è indagata in relazione a ipotesi di falso ed è stata sottoposta alla misura interdittiva della sospensione dall'esercizio del pubblico ufficio per sei mesi.

La Procura di Agrigento aveva richiesto l'applicazione di misure cautelari che erano state inizialmente rigettate dal G.I.P. del Tribunale di Agrigento; successivamente l'Ufficio requirente aveva presentato appello al Tribunale del Riesame di Palermo, che ha accolto le richieste cautelari. Già in precedenza, l'11 maggio 2026, la Squadra Mobile aveva eseguito ulteriori provvedimenti cautelari definitivi legati allo stesso filone investigativo.

Gli investigatori sottolineano che le odierne misure si basano su gravi indizi di colpevolezza raccolti durante le indagini, ma precisano altresì che le responsabilità penali saranno accertate in sede di giudizio, nel rispetto della presunzione di innocenza. L'iter giudiziario relativo ai fatti resta aperto e sono possibili ulteriori sviluppi processuali e probatori.

Le operazioni evidenziano, secondo la Procura, la necessità di presidiare la correttezza delle procedure amministrative relative al riconoscimento della cittadinanza e di contrastare possibili circuiti di corruzione e gestione illecita delle pratiche che possono incidere sulla legalità amministrativa e sulla tutela dei diritti dei soggetti coinvolti.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 05 settembre 2026

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