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Autotrasportatori siciliani: a ottobre cinque giorni di fermo contro il caro carburante
Autotrasportatori siciliani: a ottobre cinque giorni di fermo contro il caro carburante
Salvatore Bella annuncia lo stop nei piazzali dal 15 al 20 ottobre: il decreto col 'de minimis' non è utilizzabile per molte aziende.
Gli autotrasportatori siciliani hanno annunciato un fermo di cinque giorni a ottobre in protesta contro il caro carburante. Lo ha dichiarato Salvatore Bella, coordinatore regionale dei lavoratori, spiegando che la misura è la diretta conseguenza dei costi insostenibili del gasolio per le imprese del settore.
Secondo Bella, l'incontro con l'assessore Aricò non ha prodotto una soluzione accettabile: "Il decreto ci è stato dato con il paletto del 'de minimis' che alla maggior parte delle nostre aziende associate non va bene perché hanno il plafond pieno avendo utilizzato altri contributi, quindi per noi non può essere utilizzato". Le aziende chiedono alla Regione una misura alternativa.
La protesta non prevederà blocchi stradali: gli autotrasportatori si fermeranno nei piazzali delle loro aziende. "Ci fermeremo nei nostri piazzali, senza fare però blocchi attendendo una soluzione dal governo", ha detto Bella, indicando come periodo previsto il 15-20 ottobre.
Nel messaggio diffuso dal coordinamento si sottolinea il rincaro del carburante: il gasolio è citato a 2,40 euro al litro e, secondo i rappresentanti, con questi livelli di prezzo "non possiamo più mettere in moto i nostri camion, non possiamo più lavorare". Il punto messo in evidenza è la sostenibilità economica dell'attività di trasporto.
Il riferimento al 'de minimis' riguarda il tetto agli aiuti che una singola impresa può ricevere senza specifiche autorizzazioni statali o comunitarie; molte aziende dichiarano di avere già esaurito il proprio plafond con altri contributi, rendendo inapplicabile la soluzione proposta dalla Regione.
La richiesta dei trasportatori è chiara: la Regione o il governo devono individuare una soluzione alternativa al sostegno vincolato dal de minimis. Al momento, dicono i rappresentanti, non è stata trovata un'intesa e la mobilitazione resta lo strumento di pressione indicato dal coordinamento.
Le ricadute di un fermo, anche se concentrato nei piazzali e non mediante blocchi stradali, possono essere significative per le catene di fornitura regionali e per le imprese che dipendono dalle consegne. Tuttavia, l'organizzazione precisa di non voler creare disagi alla circolazione pubblica, puntando a esercitare pressione sulle istituzioni in modo circoscritto.
Resta da vedere se entro la metà di ottobre arriverà una proposta diversa o un intervento finanziario che possa essere applicato alle imprese che hanno esaurito il plafond. Nel frattempo, il calendario annunciato dal coordinamento fissa una scadenza per la Regione: dal 15 al 20 ottobre gli autotrasportatori siciliani prevedono il fermo nei propri piazzali, in attesa di un riscontro ufficiale.