Autotrasportatori siciliani in sciopero: mezzi fermi e porti bloccati dal 16 al 20 ottobre

Cinque giorni di stop nei piazzali: gli autotrasportatori protestano per ristori mancanti e il caro gasolio oltre 2,40 €/l, senza manifestazioni in strada.

A cura di Redazione
29 settembre 2026 06:02
Autotrasportatori siciliani in sciopero: mezzi fermi e porti bloccati dal 16 al 20 ottobre -
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Stop totale dei mezzi e blocco dei porti in Sicilia: il Comitato autotrasportatori siciliani ha annunciato uno sciopero che partirà alle 00:01 di venerdì 16 ottobre e si concluderà alla mezzanotte di martedì 20 ottobre. A parlare pubblicamente è il coordinatore Salvatore Bella, che ha formalizzato la decisione del settore.

Lo sciopero non prevede presidi né manifestazioni in strada: i mezzi resteranno fermi nei piazzali e i semirimorchi non saranno ritirati dai porti. "Rimarremo fermi nei nostri piazzali - spiega Bella - e non ritireremo i semirimorchi dai porti", recita la nota del Comitato.

Dettagli e motivazioni

La protesta è motivata, secondo il Comitato, dal mancato rispetto degli impegni presi dal Ministero delle Infrastrutture durante un incontro tenutosi ad aprile. In particolare viene segnalata la mancata erogazione della prima annualità del Sea Modal Shift, che avrebbe dovuto essere pagata entro giugno.

Il secondo motivo ufficiale è l'aumento insostenibile del costo del gasolio, indicato dal Comitato a oltre 2,40 euro al litro. Il settore chiede ristori e soluzioni concrete per contrastare l'incremento dei costi operativi che, a loro avviso, rende non sostenibile l'attività.

Impatto potenziale: durante i cinque giorni di stop, il blocco dei mezzi nei piazzali e il mancato ritiro dei semirimorchi dai porti potrebbero causare ritardi nelle consegne e problemi logistici per le filiere che fanno capo ai principali porti siciliani. Il Comitato non ha però annunciato azioni di piazza, limitando la protesta alla sospensione delle attività operative.

Al momento della pubblicazione non risultano comunicazioni ufficiali di risposta da parte del Ministero delle Infrastrutture o di altri enti istituzionali. Il Comitato insiste che la misura è la conseguenza del non rispetto degli impegni e della mancanza di interventi efficaci sul prezzo del carburante.

Cosa chiedono gli autotrasportatori: pagamenti previsti dal programma Sea Modal Shift, ristori mirati per compensare l'aumento dei costi del carburante e misure strutturali per contenere il prezzo del diesel. Il Comitato ha scelto una forma di protesta che punta a colpire la catena logistica senza ricorrere a presidi pubblici.

La situazione rimane sottoposta a monitoraggio: gli operatori economici, i porti e le autorità locali sono invitati a seguire l'evolversi dello sciopero per valutare eventuali impatti su approvvigionamenti e servizi nei giorni indicati.

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