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Bagheria: arrestato 32enne per gli spari contro un magazzino, indagini collegano il raid allo scontro per lo spaccio
Bagheria: arrestato 32enne per gli spari contro un magazzino, indagini collegano il raid allo scontro per lo spaccio
I carabinieri eseguono una custodia cautelare dopo il raid del 4 luglio in via San Nicola; telecamere e sopralluoghi collegano i presunti autori.
I carabinieri di Bagheria hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 32 anni ritenuto responsabile, insieme a un altro indagato già arrestato, degli spari esplosi la notte del 4 luglio contro un magazzino in via San Nicola. L'episodio, che non ha causato feriti, secondo gli investigatori sarebbe riconducibile a una riconfigurazione delle egemonie sul territorio finalizzata al controllo delle piazze di spaccio.
Le indagini
Le indagini coordinate dalla Procura di Termini Imerese si sono concentrate sulle immagini delle telecamere di sorveglianza che hanno permesso di ricostruire gli spostamenti dei sospetti. I militari hanno accertato che contro la porta a vetri del magazzino e un cartello stradale furono esplosi colpi con un revolver calibro 38 special; la vicenda non era stata segnalata al 112, ma i carabinieri hanno comunque avviato gli accertamenti.
Dalle verifiche è emerso che il 32enne avrebbe effettuato, nei giorni precedenti agli spari, una serie di sopralluoghi notturni e avrebbe scattato foto dell'obiettivo. Un altro uomo, di 29 anni, era stato già fermato circa venti giorni prima nell'ambito delle stesse indagini, elemento che ha contribuito a delineare il quadro indiziario contro i presunti autori.
Provvedimento giudiziario e quadro accusatorio
L'ordinanza di custodia cautelare è stata firmata dal gip Sandro Potestio su richiesta del sostituto procuratore Manfredi Lanza; la Procura, guidata dal procuratore Angelo Cavallo, ha chiesto il carcere sulla base degli elementi raccolti. I due indagati sono accusati, secondo l'atto investigativo, di aver aperto il fuoco per intimidire un presunto competitor e agevolare così l'acquisizione del dominio sulle attività di spaccio nel territorio.
Secondo i carabinieri, le immagini e la documentazione raccolta nei sopralluoghi sono state decisive per collegare i movimenti dei sospetti alla scena del fatto: le prove tecniche hanno consentito di ricostruire le dinamiche della notte e di sostenere la richiesta di misure cautelari.
L'inchiesta resta aperta e gli accertamenti proseguiranno per chiarire il grado di responsabilità di tutti i coinvolti e per individuare eventuali ulteriori collegamenti con reti di traffico di stupefacenti. La vicenda viene seguita con attenzione dalle forze dell'ordine per prevenire possibili ristagni di violenza nel territorio.
La posizione degli indagati sarà ora valutata nelle sedi giudiziarie competenti; il procedimento stabilirà se le ipotesi accusatorie risulteranno confermate da ulteriori riscontri probatori.