Ballarò, Miceli avverte: stop alla regolarizzazione rischia di far perdere fondi europei

L'Avvocatura Comunale spinge per bandi senza regolarizzazione: Miceli chiede verifiche urgenti con Regione e Ue per evitare la restituzione dei fondi.

A cura di Redazione Redazione
24 settembre 2026 18:00
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
Ballarò, Miceli avverte: stop alla regolarizzazione rischia di far perdere fondi europei -
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Palermo. Su parere dell'Avvocatura Comunale l'Amministrazione comunale ha deciso di tornare a bandi per il mercato coperto di Ballarò che non prevedono l'avvio del processo di regolarizzazione dei «mercatari storici». Lo rende noto Francesco Miceli, capogruppo di "Progetto Palermo", che parla di una scelta «grave» e in netto contrasto con la volontà del Consiglio Comunale e con il parere del Segretario Generale.

Secondo Miceli, la decisione appare inoltre incongruente rispetto alle norme regionali e all'accordo che ha portato al finanziamento europeo dell'opera: il progetto per il mercato coperto è stato finanziato nell'ambito del Programma operativo FESR Sicilia 2014/2020, approvato dalla Commissione europea con Decisione (2015) 5904 del 17 agosto 2015 e adottato dalla Giunta regionale con Deliberazione n. 267 del 10 novembre 2015. Miceli sostiene che l'intervento era finalizzato anche ad avviare la regolarizzazione dei venditori storici.

Fondi europei e profilo giuridico

Miceli contesta l'uso della direttiva Bolkestein (2006/123/CE) per escludere l'applicabilità delle norme regionali sulla regolarizzazione, definendolo più un artificio giuridico che una valutazione approfondita. Nel suo comunicato afferma che, essendo il finanziamento europeo stato concesso successivamente all'entrata in vigore della Bolkestein e alla normativa nazionale di recepimento, esisterebbe una contraddizione nel finanziatore che sostiene finalità di regolarizzazione e nel contempo non riconosce l'applicabilità delle norme che ne consentono l'attuazione.

Miceli avverte del concreto rischio che, se l'opera realizzata non rispecchiasse le finalità per cui è stata finanziata — e cioè l'avvio delle procedure di regolarizzazione — l'Europa potrebbe richiedere la restituzione delle somme erogate. Questo scenario, secondo il capogruppo, avrebbe conseguenze immediate e pesanti sui conti comunali.

Implicazioni finanziarie e richiesta di verifiche

Il capogruppo chiede al Sindaco e agli Assessori competenti una verifica urgente con la Regione Siciliana e con le autorità europee per accertare se la regolarizzazione dei mercatari storici costituisca una condizione indispensabile per raggiungere gli obiettivi del progetto finanziato. Miceli sottolinea che, qualora emergesse l'obbligo di regolarizzazione come condizione per il finanziamento, si potrebbe aprire una procedura di restituzione dei fondi con effetti potenzialmente nefasti sul Piano di Riequilibrio finanziario che il Comune è tenuto a rispettare.

Nel suo intervento Miceli richiama anche il valore identitario e sociale del mercato di Ballarò, definito luogo di commercio e produzione ma anche di relazioni sociali e cultura storica. Chiede pertanto che ogni determinazione amministrativa tenga conto sia degli aspetti giuridico-finanziari sia delle ricadute sociali sulla comunità del mercato.

Il Comune non ha ancora diffuso una nota ufficiale di replica alla dichiarazione di Miceli. Restano dunque aperti i quesiti sull'interpretazione giuridica adottata dall'Avvocatura Comunale, sulle possibili interlocuzioni con Regione e Commissione europea e sulle conseguenze pratiche per il futuro del mercato coperto di Ballarò e per i suoi operatori storici.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

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Verificato il: 24 settembre 2026

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