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Carburante: pescatori siciliani minacciano il blocco dello Stretto di Messina se la Regione non accelera i fondi
Carburante: pescatori siciliani minacciano il blocco dello Stretto di Messina se la Regione non accelera i fondi
Pescherecci fermi, Federazione Armatori chiede rimodulazione dei 17,1 milioni FEAMPA; vertice del 23 settembre decisivo per evitare proteste.
I pescherecci siciliani sono fermi nei porti e la Federazione Armatori Siciliani avverte: senza risposte immediate da parte della Regione i pescatori sono pronti a bloccare lo Stretto di Messina. La protesta nasce dall'aumento dei prezzi del carburante che rende l'uscita in mare antieconomica, con costi del gasolio superiori ai ricavi.
Il fenomeno è già concreto: diversi operatori hanno avviato un fermo volontario delle imbarcazioni, definito "sciopero bianco", per limitare perdite. Secondo la Federazione, le spese energetiche stanno mettendo a rischio la sopravvivenza delle imprese della pesca professionale in Sicilia.
La Federazione ha inviato una richiesta formale al presidente della Regione e agli assessori competenti (Agricoltura e Infrastrutture) sollecitando una rimodulazione straordinaria dei fondi europei e regionali destinati al settore. L'obiettivo dichiarato è destinare prioritariamente le risorse alla compensazione dei costi energetici, sospendendo temporaneamente i finanziamenti per progetti collaterali.
Il 15 settembre la Regione Siciliana ha pubblicato un bando da 17,1 milioni di euro (12,1 milioni dal FEAMPA 2021-2027 e 5 milioni di fondi regionali) per sostenere le imprese colpite dai rincari. La Federazione contesta l'adeguatezza dell'importo rispetto all'entità della crisi e chiede garanzie sui tempi di erogazione, per evitare che i fondi arrivino quando molte aziende saranno già chiuse.
Il 23 settembre è indicato come data decisiva: nello stesso giorno i rappresentanti degli autotrasportatori incontreranno l'assessore alle Infrastrutture Alessandro Aricò, mentre la Federazione Armatori terrà un'assemblea straordinaria telematica con le marinerie dell'isola per valutare le risposte istituzionali e decidere le azioni successive.
Tra le ipotesi sul tavolo figurano il prolungamento del fermo delle attività, manifestazioni pubbliche (inclusa una possibile mobilitazione nell'area dello Stretto di Messina) e l'avvio delle procedure per il cambio di bandiera dei pescherecci. Tutte azioni che, avverte la categoria, mirano a riportare l'attenzione sulle condizioni operative e normative considerate insostenibili.
Gli effetti potenziali di una mobilitazione sono rilevanti per la filiera ittica e per i collegamenti marittimi e commerciali locali: la Federazione stigmatizza il rischio di una paralisi analoga a quella che ha interessato l'autotrasporto, con impatti sulla economia locale e sui redditi delle famiglie di pescatori.
La partita resta aperta e dipende dai prossimi passaggi istituzionali: la Regione potrà accelerare l'erogazione dei fondi o rimodulare le risorse come richiesto dalla Federazione, oppure gli armatori potrebbero dare seguito alle misure di protesta discusse nell'assemblea. Al momento la situazione è in evoluzione e le marinerie attendono riscontri concreti per evitare azioni di forza nello Stretto.