Caro carburante: armatori siciliani minacciano stop della pesca e possibile blocco dello Stretto

La Federazione armatori convoca un'assemblea il 23 settembre: chiesta rimodulazione di fondi UE e regionali, mobilitazioni sul tavolo.

A cura di Redazione
23 settembre 2026 07:38
Caro carburante: armatori siciliani minacciano stop della pesca e possibile blocco dello Stretto -
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Il caro carburante mette a rischio la continuità della pesca professionale in Sicilia: la Federazione armatori siciliani ha convocato per il 23 settembre un'assemblea straordinaria degli armatori e degli operatori, avvertendo che in assenza di risposte concrete potrebbero partire forme di protesta fino al blocco dello Stretto di Messina. Secondo la Federazione, diversi pescherecci stanno già restando agli ormeggi in quello che viene definito uno "sciopero bianco".

Durante l'assemblea, svolta tramite collegamenti telematici tra le marinerie dell'Isola, gli armatori decideranno la linea comune da adottare: tra le opzioni in discussione ci sono la prosecuzione del fermo volontario delle unità, manifestazioni pubbliche e altre iniziative di mobilitazione. La Federazione segnala che, se un'impresa non riesce più a mettere gasolio nei pescherecci, «tutti gli altri progetti diventano secondari» e chiede misure immediate per garantire la continuità aziendale.

La richiesta formale è stata inviata al presidente della Regione siciliana e agli assessori competenti — Infrastrutture, Agricoltura e Pesca — con la sollecitazione a una rimodulazione straordinaria delle risorse europee e regionali destinate al comparto. L'obiettivo dichiarato è concentrare, nei limiti della normativa europea e nazionale, la massima quota possibile di fondi su misure direttamente finalizzate a fronteggiare il costo dell'energia per le imprese della pesca.

Richieste e misure annunciate

La Regione aveva già pubblicizzato un bando il 15 settembre destinato alle imprese della pesca e dell'acquacoltura colpite dal rincaro del carburante, con una dotazione di 12,1 milioni di euro dal Feampa 2021-2027 e 5 milioni dal bilancio regionale. La Federazione giudica però la somma insufficiente rispetto all'entità dell'aumento dei costi operativi e chiede una ricognizione immediata delle risorse disponibili, impegnate e rimodulabili per individuare fondi da destinare direttamente alle imprese più colpite.

Tra le altre misure prospettate dagli armatori figura anche il possibile cambio di bandiera da parte di alcune imbarcazioni, segnale della crescente insofferenza verso le condizioni economiche e normative nelle quali opera la flotta italiana. Sul tavolo rimangono inoltre iniziative collettive di protesta e la pianificazione di eventi pubblici per dare visibilità alla vertenza.

La mobilitazione della pesca si inserisce in un quadro più ampio di tensioni legate al caro carburante: gli autotrasportatori siciliani hanno ottenuto la convocazione dell'assessore regionale alle Infrastrutture e alla Mobilità nello stesso giorno del 23 settembre per discutere misure analoghe. L'eventuale blocco o manifestazione nello Stretto di Messina rischia di avere ripercussioni sul traffico marittimo e sulle catene di approvvigionamento locali e regionali.

Il calendario: l'assemblea straordinaria del 23 settembre definirà collegialmente la linea di azione; se la Regione non proporrà soluzioni ritenute sufficienti, gli armatori hanno annunciato che decideranno in quelle sedi le iniziative di mobilitazione da adottare, con possibili tempistiche rapide di attuazione.

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