Caro carburante, autotrasportatori siciliani minacciano fermo: decreto da 15 ml € ancora bloccato

Ultimatum dei padroncini: se la Regione non sblocca i 15 milioni entro la settimana si va verso il blocco dei porti e del traffico merci.

A cura di Redazione
21 settembre 2026 08:39
Caro carburante, autotrasportatori siciliani minacciano fermo: decreto da 15 ml € ancora bloccato -
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La protesta degli autotrasportatori siciliani torna a minacciare la regolarità dei traffici: se la Regione non pubblicherà entro questa settimana il decreto che sblocca 15 milioni di euro destinati a compensare il caro-carburanti, i rappresentanti del settore annunciano il fermo dei mezzi e il possibile blocco dei porti dell'Isola. A lanciare l'ultimatum è Salvatore Bella, segretario regionale dell'Aitras, che definisce la categoria «stanca di aspettare» dopo mesi di attesa per poter accedere ai contributi stanziati dal governo Schifani.

Il decreto è formalmente pronto ma resta in attesa del nulla osta della Ragioneria regionale: il passaggio tra gli assessorati ai Trasporti e all'Economia ha rallentato la pubblicazione, malgrado l'impegno annunciato dalla Regione. Nel frattempo il tempo stringe e la pressione del comparto cresce, con il rischio concreto di ripetere il blocco dei traffici già registrato in aprile 2026.

Vertice imminente e nodi tecnici

L'appuntamento decisivo è fissato tra domani e mercoledì, quando l'assessore regionale alla Mobilità, Alessandro Aricò, incontrerà i rappresentanti del settore. Aricò potrebbe presentarsi in riunione con il decreto già firmato, qualora arrivi il via libera dall'Economia. Il problema tecnico più rilevante è il regime del "de minimis", il tetto agli aiuti pubblici per singola impresa che non deve violare le regole europee sulla concorrenza.

La soglia ordinaria è di 300 mila euro per impresa, ma alcune aziende avrebbero già raggiunto questo limite. A maggio la Commissione europea ha però autorizzato, su richiesta della Regione, un innalzamento eccezionale — il cosiddetto "super de minimis" — aggiungendo 50 mila euro per gli interventi legati al caro-energia, portando la soglia potenziale a 350 mila euro. Secondo quanto riferito dalla Regione, non risultano imprese di autotrasporto siciliane che abbiano superato quel limite, perciò il passaggio in Ragioneria sarebbe una formalità tecnica.

Se il decreto verrà pubblicato, potrebbe evitare nell'immediato il fermo dei mezzi; resta però aperta la protesta politica e sindacale del comparto, che non considera risolti altri nodi strutturali.

Altri fronti di tensione

Oltre al salario e al credito d'emergenza legato al carburante, gli autotrasportatori pongono sul tavolo altre richieste: innanzitutto l'aumento dei fondi per il Sea Modal Shift (l'ex Marebonus), finalizzato a incentivare la movimentazione gomma-mare. Questa competenza è di fatto nazionale, ma la categoria chiede alla Regione di fare pressione sul governo centrale per recuperare le risorse e garantire l'accesso ai finanziamenti annuali che, denunciano, finora hanno escluso molte imprese siciliane.

Un altro tema sensibile è l'ETS 2, la seconda fase del sistema europeo di scambio di quote per le emissioni, che coinvolgerà anche i camion e potrebbe aumentare i costi di esercizio per il trasporto su strada. Infine, a infiammare il quadro politico-amministrativo sono i sindaci delle isole minori, che protestano per l'aumento del 18% delle tariffe dei collegamenti marittimi sulle tratte ministeriali, un rincaro che grava su cittadini e attività economiche locali.

Possibili scenari e impatti

Se il decreto verrà pubblicato nei prossimi giorni, è probabile uno scongelamento della protesta e una temporanea normalizzazione dei servizi portuali. Tuttavia, se la Regione non otterrà rapidamente il via libera, la categoria ha già fissato una scadenza: «O c’è la misura o andiamo in sciopero», avverte Bella. Un fermo dei mezzi rischierebbe di paralizzare i porti siciliani, interrompere le forniture di merci e avere ripercussioni su filiere dell'agroalimentare, dell'industria e del commercio locale.

Sul piano politico-amministrativo la partita resta aperta: la Regione può accelerare la firma una volta ricevuta la convalida della Ragioneria, mentre la pressione sui ministeri nazionali rimane necessaria per i temi del Marebonus e dei finanziamenti strutturali destinati all'autotrasporto. L'incontro di questa settimana sarà dunque il banco di prova per capire se la protesta si arresterà sul nascere o se il traffico merci sull'Isola andrà incontro a nuovi blocchi.

Le parti coinvolte hanno tempo e responsabilità: la categoria chiede risposte e risorse concrete; la Regione deve completare i passaggi amministrativi; la Ragioneria deve dare il via libera tecnico; e Roma resta chiamata su provvedimenti di competenza nazionale. In assenza di una soluzione rapida, le conseguenze economiche e sociali potrebbero manifestarsi nel breve termine, con impatti sulla distribuzione e sui servizi essenziali nell'Isola.

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