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Catania: tre poliziotti aggrediti a San Cristoforo durante un servizio antidroga, tre arresti
Catania: tre poliziotti aggrediti a San Cristoforo durante un servizio antidroga, tre arresti
Aggressione con caschi e spranghe in una piazza di spaccio a San Cristoforo: tre agenti feriti, tre persone in carcere. Il sindacato chiede rinforzi.
Tre poliziotti della squadra mobile della questura di Catania sono stati aggressi durante un servizio antidroga in una nota piazza di spaccio di San Cristoforo. L'episodio è avvenuto ieri e ha richiesto l'intervento di ulteriori pattuglie sul posto.
Gli assalitori hanno utilizzato caschi, spranghe e sedie per colpire gli agenti. Uno dei poliziotti ha riportato la frattura del setto nasale e un trauma facciale, mentre gli altri due hanno subito contusioni e traumi vari, con una prognosi di 15 giorni ciascuno.
Sul luogo dell'aggressione sono intervenute diverse altre pattuglie di polizia in soccorso dei colleghi feriti. Il bilancio operativo si è concluso con tre persone arrestate, attualmente in carcere.
Reazioni e richieste del sindacato
Quanto accaduto è estremamente grave. Aggredire con tale violenza degli operatori impegnati in un servizio di contrasto allo spaccio significa colpire direttamente chi ogni giorno è chiamato a garantire la sicurezza della città. I poliziotti non possono diventare il bersaglio della violenza di chi pensa di poter agire al di sopra delle regole. Da anni chiediamo un adeguato rafforzamento degli organici della provincia di Catania.
La dichiarazione del Segretario Provinciale del Sap Catania, Leonardo Macaluso, sottolinea la richiesta di un rafforzamento degli organici e la necessità di una risposta dello Stato «ferma e concreta». Macaluso ha richiamato il tema del carico di lavoro e del senso del dovere con cui gli agenti locali svolgono i loro servizi, chiedendo che chi aggredisce un poliziotto risponda pienamente delle proprie responsabilità.
L'episodio riapre il dibattito sulla sicurezza nelle aree urbane soggette a spaccio e sulle misure operative e organizzative necessarie per tutelare gli operatori e la collettività. Le autorità giudiziarie sono coinvolte nelle fasi successive all'arresto; i sindacati auspicano che l'azione della magistratura proceda con rapidità nel rispetto delle garanzie di legge.