Cefalù: rissa sul lungomare, denunciati 9 e sequestrata una pistola a salve

Il 23 agosto sul lungomare Giardina i carabinieri bloccano una violenta rissa; recuperata una pistola a salve senza tappo rosso e un bossolo.

A cura di Redazione
07 settembre 2026 07:53
Cefalù: rissa sul lungomare, denunciati 9 e sequestrata una pistola a salve -
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Cefalù, 23 agosto — Una violentissima rissa scoppiata sul lungomare Giardina, nei pressi di un noto locale, si è conclusa con nove persone denunciate e il sequestro di una pistola a salve. I carabinieri di Cefalù, intervenuti nell'ambito di un servizio coordinato di controllo del territorio, hanno ricostruito la dinamica dell'accaduto e identificato i responsabili.

I militari sono giunti sul posto in pochi istanti, interrompendo le violenze e mettendo in sicurezza le persone aggredite. Sul luogo dell'alterco è stato avvertito anche l'esplosione di un colpo d'arma da fuoco in aria: le circostanze hanno reso necessario l'immediato avvio degli accertamenti da parte dell'Arma.

Ricostruzione degli eventi e denunce

Le indagini hanno permesso di ricostruire con precisione l'intera dinamica e di identificare i 9 soggetti coinvolti, di età compresa tra i 19 e i 54 anni, che sono stati deferiti alla Procura di Termini Imerese. I reati contestati, a vario titolo, sono rissa e lesioni personali. Tra gli indagati risultano cinque persone originarie di Cefalù.

Gli accertamenti hanno inoltre individuato l'autore materiale dello sparo: un uomo denunciato non solo per la partecipazione alla rissa e per le lesioni ma anche per il porto e l'utilizzo abusivo dell'arma. Al momento della denuncia, le ipotesi di reato sono riferite alla condotta rilevata dagli investigatori e saranno valutate dall'autorità giudiziaria competente.

L'arma sequestrata si è rivelata essere una pistola a salve priva del tappo rosso obbligatorio, rinvenuta occultata sul tetto dello spogliatoio di un lido balneare non lontano dal luogo della rissa. Sempre nelle vicinanze è stato recuperato un bossolo esploso calibro 9 a salve.

Gli atti raccolti dai carabinieri sono stati trasmessi alla Procura di Termini Imerese per i provvedimenti del caso. L'episodio, avvenuto in una zona frequentata della città, ha suscitato preoccupazione tra i residenti e riaccende l'attenzione sulle misure di sicurezza e controllo del territorio durante i periodi di maggiore affluenza.

Le persone denunciate devono rispondere davanti all'autorità giudiziaria: la denuncia non equivale a condanna, e spetterà ora al processo accertare responsabilità e eventuali conseguenze penali.

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