Coltellate al fratello a Messina: gip dispone giudizio immediato, udienza il 17 novembre

Accusa di tentato omicidio per un 57enne: la vittima fuggì al commissariato, la difesa invoca la legittima difesa.

A cura di Redazione
16 settembre 2026 07:52
Coltellate al fratello a Messina: gip dispone giudizio immediato, udienza il 17 novembre -
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Il gip Alessia Smedile ha disposto il giudizio immediato per Giuseppe Caporlingua, 57enne accusato di tentato omicidio aggravato dopo una lite avvenuta il 14 luglio nell'appartamento al villaggio Matteotti; la prima udienza è stata fissata per il 17 novembre davanti al Tribunale di Messina in composizione collegiale.

Secondo l'imputazione, Caporlingua avrebbe impugnato un coltello con una lama di 19 centimetri e colpito ripetutamente il fratello, di 45 anni, ferendolo alla regione scapolo-omerale destra e all'avambraccio sinistro, dove è stata riscontrata una lesione con deficit funzionale per compromissione tendinea. La vittima è riuscita a raggiungere il vicino commissariato di Messina Nord per chiedere aiuto ed è stata soccorsa dal 118, trasferita al Papardo e poi al Cannizzaro di Catania.

L'imputato, attualmente detenuto nel carcere di Gazzi, è difeso dagli avvocati Giovanni Villari e Salvatore Silvestro; la Procura contesta il reato di tentato omicidio con aggravanti legate al rapporto di fratellanza, alla stabile convivenza e ai futili motivi riferiti a questioni abitative.

Le accuse, gli elementi documentali e il decreto di giudizio immediato

Nel decreto con cui è disposto il giudizio immediato il gip richiama le condizioni previste dall'articolo 453 del codice di procedura penale: tra gli elementi che giustificano la scelta figura la custodia cautelare, l'avvenuto interrogatorio di garanzia e la valutazione secondo cui la prova appare evidente. Il fascicolo comprende l'informativa della polizia giudiziaria, i verbali di perquisizione e sequestro, l'ordinanza cautelare e il verbale dell'interrogatorio, oltre agli atti raccolti dal pubblico ministero.

La Procura fa leva sugli elementi raccolti per sostenere l'aggravamento della condotta vista la convivenza e il vincolo di parentela; tali aggravanti saranno valutate in dibattimento insieme alla dinamica dei fatti e alla misura delle lesioni riportate dalla vittima.

La linea difensiva: legittima difesa e precedenti episodi di violenza

Fin dall'interrogatorio di garanzia Caporlingua ha respinto la volontà di uccidere e ha dichiarato di aver reagito dopo essere stato colpito con calci e pugni dal fratello. La difesa sostiene la tesi della legittima difesa e ha annunciato la produzione di documentazione sanitaria relativa a precedenti accessi in ospedale, oltre a riferire episodi pregressi di violenza, tra cui un intervento della Polizia durante una vacanza in Abruzzo.

Cosa accadrà ora

Con il decreto di giudizio immediato il processo entrerà nel merito delle contestazioni: il Tribunale collegiale dovrà accertare la dinamica dell'aggressione, la rilevanza delle prove raccolte e la fondatezza della tesi difensiva sulla legittima difesa. L'udienza del 17 novembre rappresenta il primo atto pubblico in cui saranno valutate le risultanze investigative e le memorie difensive.

I fatti riportati restano oggetto di accertamento giudiziario; il procedimento determinerà le responsabilità penali e le eventuali sanzioni in relazione alle aggravanti contestate dalla Procura.

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