Corte d'Appello di Palermo: ristoro a Vincenzo Geluso per 15 giorni di arresti domiciliari ingiusti

La terza sezione della Corte d'Appello condanna il ministero delle Finanze e accoglie il ricorso dell'avvocato Giada Caputo.

A cura di Redazione
22 settembre 2026 10:09
Corte d'Appello di Palermo: ristoro a Vincenzo Geluso per 15 giorni di arresti domiciliari ingiusti -
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La terza sezione della Corte d'Appello di Palermo ha riconosciuto il diritto al risarcimento per l'ex sindaco di San Cipirello, Vincenzo Geluso, ritenuto vittima di ingiusta detenzione per 15 giorni nel marzo 2020. La corte ha condannato il ministero delle Finanze accogliendo il ricorso promosso dall'avvocato Giada Caputo.

Contesto e svolgimento delle indagini

Nel marzo 2020 Geluso fu arrestato nell'ambito di un'inchiesta che ipotizzava una truffa legata a fondi pubblici e la falsità in atti pubblici. L'accusa riguardava la presunta alterazione di documenti presentati dal Comune alla Regione per partecipare a un bando destinato al recupero di beni confiscati alla mafia. Le indagini della Guardia di Finanza hanno impiegato microspie e telecamere collocate in alcuni uffici dell'assessorato all'Agricoltura: gli investigatori notarono che alcune firme e date potevano essere state apposte dopo la scadenza dei bandi.

Nel successivo processo penale Geluso fu però assolto: la difesa dimostrò che l'invio telematico del progetto aveva data certa e rendeva inefficace ogni modifica successiva. Le investigazioni difensive avvalorano questa versione, portando alla fine all'esito favorevole per l'ex sindaco.

Motivazioni della Corte e posizioni delle parti

La Corte d'Appello ha ritenuto che non sussistessero gli elementi necessari per disporre l'arresto di Geluso, decisione che ha fatto da premessa al riconoscimento dell'ingiusta detenzione. L'Avvocatura dello Stato aveva chiesto l'inammissibilità della domanda risarcitoria sostenendo che fosse stato lo stesso Geluso a «dare causa» all'inchiesta attraverso il suo comportamento; tesi che la corte non ha condiviso.

L'avvocato Giada Caputo ha sottolineato che l'arresto e i 15 giorni di domiciliari hanno stravolto l'equilibrio familiare e occupazionale del suo assistito. La sentenza che condanna il ministero delle Finanze comporta ora l'iter per la liquidazione del risarcimento, di cui la corte ha riconosciuto la fondatezza senza quantificare nel provvedimento pubblico i dettagli economici.

La vicenda mette in luce le tensioni tra la necessità investigativa di impiegare misure straordinarie (microspie e videoregistrazioni) e la tutela delle garanzie processuali degli amministratori pubblici, con ricadute sulla responsabilità della pubblica amministrazione quando risultano provati errori procedurali che portano a restrizioni della libertà personale.

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