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Giallo allo Zen: 47enne carbonizzato in un magazzino, carabinieri al lavoro
Giallo allo Zen: 47enne carbonizzato in un magazzino, carabinieri al lavoro
Un broker assicurativo è stato trovato senza vita in viale Cesare Brandi; si indaga su incendio, possibile accelerante e pista del suicidio.
Un uomo di 47 anni, noto come broker assicurativo, è stato trovato carbonizzato questa mattina all'interno di un magazzino in viale Cesare Brandi, nel quartiere Zen. I carabinieri stanno conducendo le indagini e al momento non viene esclusa alcuna ipotesi, compresa quella del suicidio.
Secondo le prime ricostruzioni un familiare avrebbe lanciato l'allarme segnalando fumo in uscita dall'immobile di proprietà della vittima. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e i sanitari del 118: le fiamme sono state spente, ma per l'uomo non c'era più nulla da fare.
Al momento del ritrovamento il cadavere sembrava avere polsi e caviglie legate, dettaglio che ha alimentato interrogativi sulla dinamica dell'accaduto. Gli inquirenti mantengono però un atteggiamento prudente e trattano la circostanza come elemento da verificare con esami tecnico-scientifici.
Dettagli delle indagini
I militari dell'Arma hanno repertato alcune tracce che fanno ritenere possibile l'uso di liquidi infiammabili; nel magazzino è stato sequestrato un bidone da 10 litri. Gli accertamenti includono l'analisi chimica dei reperti, l'esame delle immagini delle telecamere di sorveglianza in zona e l'ascolto di congiunti e testimoni.
La Procura valuterà con ogni probabilità di disporre l'autopsia per stabilire se il decesso sia avvenuto per le ustioni, per le esalazioni o se la persona fosse già deceduta prima dello scoppio dell'incendio. Sul posto è stato inoltre chiamato il medico legale per l'ispezione cadaverica, e si attende il sopralluogo del magistrato di turno.
I carabinieri stanno sentendo la moglie e altri familiari per ricostruire gli ultimi contatti e il possibile movente. Le ipotesi al vaglio, secondo fonti investigative, sono principalmente due: o la persona è stata immobilizzata da terzi e poi dato alle fiamme, oppure si è trattato di un gesto volontario con l'uso di fascette che hanno impedito ogni movimento dopo l'innesco.
Nel quartiere la notizia ha suscitato sconcerto e cordoglio. Vicini e conoscenti lo ricordano come un lavoratore e una persona riservata: "era un bravo ragazzo, un lavoratore", dicono alcuni residenti, sottolineando il clima di tristezza che si è subito diffuso.
Gli inquirenti evitano per ora conclusioni affrettate e continueranno gli accertamenti tecnici per chiarire la causa della morte e la dinamica dell'incendio. Nei prossimi giorni sono attesi gli esiti delle analisi sui reperti, le immagini di videosorveglianza e l'eventuale rapporto autoptico che potrà fornire elementi decisivi.
La vicenda resta aperta e, vista la complessità degli elementi raccolti, le autorità invitano a non diffondere informazioni non verificate. Ulteriori aggiornamenti saranno comunicati all'esito degli accertamenti giudiziari in corso.