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Il valore della scelta: studenti incontrano il prefetto Cortese nel 36° anniversario di Rosario Livatino
Il valore della scelta: studenti incontrano il prefetto Cortese nel 36° anniversario di Rosario Livatino
Al Teatro Margherita di Caltanissetta giovani e istituzioni ricordano Livatino e riflettono sul significato quotidiano della legalità.
Questa mattina al Teatro Margherita di Caltanissetta si è svolto l'evento "Il valore della scelta - Vita, lotta e legalità nel racconto di Renato Cortese" in occasione del 36° anniversario dell'uccisione del giudice Rosario Livatino. L'iniziativa, promossa dal Comune di Caltanissetta, ha avuto come principali destinatari le scuole secondarie di secondo grado e ha messo al centro il rapporto tra memoria e impegno civico.
Il vicesindaco Giovanna Candura, aprendo l'incontro, ha richiamato i giovani a non adeguarsi alla mentalità della violenza e a sostenere con coraggio la via della legalità. Candura ha ringraziato le autorità, i dirigenti scolastici e gli studenti presenti, sottolineando come la partecipazione sia segno di una consapevolezza civile in crescita.
L'apertura è stata affidata a un'esibizione del coro del Liceo Manzoni - Juvara, un momento pensato per dimostrare come la cultura possa essere veicolo di valori e far arrivare il messaggio della legalità anche attraverso la musica e le arti.
L'assessore alla Comunicazione Beniamino Pier Paolo Olivo ha letto il messaggio del magistrato Ottavio Sferrazza, sostituto procuratore a Caltanissetta e tra i primi ad accorrere sul luogo dell'agguato che costò la vita a Livatino. Il PM, pur non essendo presente, ha voluto incoraggiare i giovani a perseguire i valori della giustizia e della responsabilità civile.
Il racconto del prefetto
Il prefetto Renato Cortese, intervistato dal giornalista Salvo Toscano, ha ripercorso le fasi che portarono alla cattura del super latitante Bernardo Provenzano, offrendo una narrazione densa di aneddoti, stratagemmi investigativi e materiali originali. La presentazione ha alternato estratti di documentari, video e audio d'archivio, mantenendo alta l'attenzione del pubblico e valorizzando il ruolo operativo delle istituzioni nella lotta alla mafia.
Cortese ha sottolineato il peso dei sacrifici personali compiuti dagli investigatori coinvolti nell'operazione, evidenziando come il lavoro d'istituto spesso implichi la rinuncia a tempo e relazioni personali. Il racconto ha inteso mostrare il lato umano dell'azione antimafia e la coerenza delle istituzioni come fattore di efficacia contro il crimine organizzato.
Al termine dell'intervento, la sala ha risposto con un applauso spontaneo, segno di riconoscimento per l'impegno dello Stato e per il valore simbolico della memoria pubblica.
Durante la mattinata sono emerse più volte le parole del giudice Rosario Livatino, in particolare la riflessione del 1986 secondo la quale scegliere è un atto di coraggio. Il giornalista Toscano ha ricordato che la difesa della legalità non può essere delegata soltanto alle istituzioni, ma richiede l'impegno attivo dei cittadini.
L'incontro si è concluso con una sessione di domande da parte degli studenti rivolte al prefetto Cortese, che ha ribadito come la legalità sia una scelta quotidiana: "Voi giovani dovete essere liberi, camminare con la schiena diritta e non voltarvi mai dall'altra parte", ha detto, invitando i presenti a reagire davanti a un sopruso e a fare scelte etiche anche nelle piccole azioni di ogni giorno.
La giornata ha combinato memoria storica, testimonianze istituzionali e dialogo con i giovani, proponendo la legalità non solo come valore astratto ma come impegno pratico e quotidiano, nelle relazioni personali e nella vita di comunità.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 21 settembre 2026