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Mascalucia: rotatorie drenanti per fermare i "fiumi in strada", il geologo Sapienza ne approva l'idea
Mascalucia: rotatorie drenanti per fermare i "fiumi in strada", il geologo Sapienza ne approva l'idea
Il movimento civico 'SI PUÒ FARE' propone rotatorie trasformate in bacini di ritenzione; esperti e finanziamenti regionali ed europei indicati come vie praticabili.
Mascalucia affronta di petto il problema dei cosiddetti "fiumi in strada": non più una fatalità, ma un problema tecnico con soluzioni moderne e a basso impatto sul consumo di suolo. Il movimento civico 'SI PUÒ FARE' ha presentato una proposta che integra le best practice dell'ingegneria idraulica internazionale, ricevendo l'apprezzamento tecnico del geologo Marco Sapienza, che l'ha definita 'ottima idea'.
La proposta tecnica
Al cuore dell'iniziativa c'è la trasformazione delle grandi rotatorie urbane in bacini temporanei di ritenzione, con una serie di interventi combinati pensati per attenuare i picchi di piena senza ampliamenti di consumo di suolo. Gli elementi principali sono:
Vasche di accumulo sotterranee: installazioni nel sottosuolo delle rotatorie per raccogliere l'acqua superficiale durante i nubifragi e fungere da vasche di laminazione temporanea.
Pavimentazioni drenanti: sostituzione dell'asfalto tradizionale con materiali drenanti lungo le arterie perimetrali, per favorire l'infiltrazione diffusa dell'acqua.
Rilascio controllato: sistemi di ritorno graduale della risorsa alla rete fognaria o al sottosuolo, pensati per evitare picchi di portata che trasformano le strade in torrenti.
Questa strategia si ispira ai SUDS (Sustainable Drainage Systems) e punta a soluzioni replicabili su aree urbane con vincoli paesaggistici o disponibilità di spazio limitata.
Contesto geologico e cause del dissesto
Gli esperti consultati dal movimento ribadiscono che la criticità di Mascalucia è legata a fattori territoriali complessi: l'acqua che invade il centro abitato spesso proviene dai versanti superiori dell'Etna e dai comuni limitrofi (Nicolosi, Pedara). L'assetto vulcanico funge da imbuto naturale; unito all'espansione edilizia degli scorsi decenni, che ha coperto canali naturali di drenaggio, questo determina il convogliamento delle piogge lungo le strade principali del paese.
Il quadro geografico spiega perché le soluzioni locali debbano essere integrate in una più ampia pianificazione intercomunale e geologica.
Sostenibilità finanziaria e canali di finanziamento
Il movimento 'SI PUÒ FARE' sostiene che l'intervento non graverà sulle casse comunali, indicando diverse linee di finanziamento esterne disponibili per progetti di mitigazione del rischio idrogeologico e transizione ecologica. Tra queste:
Struttura Commissariale contro il Dissesto Idrogeologico (Regione Siciliana);
PNRR (Missione 2, Componente 4: tutela del territorio e risorsa idrica);
Programma FESR Sicilia per adattamento ai cambiamenti climatici e verde infiltrante;
Fondi della Città Metropolitana di Catania, in particolare legati ai PUMS (Piani Urbani di Mobilità Sostenibile).
La proposta prevede quindi una fase di progettazione che accoppia competenze tecniche e ricerca di finanziamenti nazionali ed europei per la realizzazione.
Pareri scientifici e iter progettuale
Il geologo Marco Sapienza ha espresso pubblicamente il suo apprezzamento per la proposta, sottolineandone la validità tecnica in vista della successiva fase di progettazione ingegneristica. Il movimento civico ricorda che il lavoro è frutto di tavoli tecnici con professionisti del settore e intende ora passare alla fase di progettazione esecutiva, studi geotecnici e analisi costi-benefici.
L'iter prevedibile comprende studi di fattibilità, rilievi idraulici, autorizzazioni ambientali e l'accesso ai fondi indicati, con un'attenzione particolare alla manutenzione e al monitoraggio post-opera.
Impatto locale e prospettive
Per i residenti la proposta promette una riduzione dei fenomeni di allagamento delle arterie principali e un aumento della vivibilità urbana, senza occupare nuove aree. Il movimento 'SI PUÒ FARE' ha ringraziato pubblicamente i professionisti coinvolti e ribadito la volontà di trasformare lo studio in risposte concrete per la sicurezza e la qualità della vita a Mascalucia.