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Misilmeri: tre arresti, sequestrati crack, pistole e una doppietta; indagini su collegamenti con sparatorie
Misilmeri: tre arresti, sequestrati crack, pistole e una doppietta; indagini su collegamenti con sparatorie
I carabinieri hanno trovato 14 g di crack in dosi, armi e annotazioni sullo spaccio; le armi saranno analizzate per possibili legami con recenti episodi di violenza.
Tre persone sono state arrestate a Misilmeri, alle porte di Palermo, dopo perquisizioni che hanno portato al sequestro di 14 grammi di crack già suddivisi in dosi, armi da fuoco e strumenti contundenti. I fermati sono un uomo e una donna di 25 anni e una trentunenne, posti in custodia cautelare in carcere su disposizione della Procura.
L'operazione è stata condotta dal Nucleo operativo e radiomobile di Misilmeri insieme alle stazioni di Marineo e Belmonte Mezzagno, in un contesto di intensificazione dei controlli dopo gli episodi di violenza e colpi d'arma da fuoco esplosi il 17 luglio nei pressi di piazza Fontana Nuova. Le attività investigative si sono svolte a seguito di appostamenti e accertamenti sul territorio.
Secondo quanto ricostruito dai militari, il 25enne sarebbe stato sorpreso mentre cedeva una dose di crack all'interno dell'abitazione della 31enne; l'acquirente è stato segnalato alla Prefettura quale assuntore di stupefacenti. I 14 grammi di stupefacente sono stati rinvenuti nascosti in diversi punti, tra cui una scatola di caramelle, una borsa, un paio di calzini e un mobile della cucina.
Nella perquisizione estesa a un'abitazione adiacente, riconducibile a una 25enne incensurata, i carabinieri hanno sequestrato una doppietta calibro 12, una pistola semiautomatica modificata, cinque cartucce calibro 7.65 Browning, due tirapugni e una mazza ferrata. Gli investigatori hanno reso noto che le armi saranno sottoposte ad accertamenti balistici per verificare un eventuale collegamento con i recenti episodi delittuosi registrati nel centro abitato.
Sono stati inoltre sequestrati tre taccuini con annotazioni ritenute riconducibili alla gestione dello spaccio, telefoni cellulari e 530 euro in contanti, ritenuti provento dell'attività illecita. La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Termini Imerese, guidata dal procuratore Angelo Cavallo, ha disposto la detenzione in carcere nelle strutture di Pagliarelli e Burrafato.
Le indagini proseguono per chiarire le responsabilità penali, accertare la provenienza delle armi e l'eventuale coinvolgimento degli arrestati nei recenti episodi di violenza sul territorio. I militari hanno segnalato che ulteriori accertamenti su telefoni e annotazioni potrebbero far luce sulla rete di spaccio e su possibili complici.