Morte di Noemi Impellizzeri: il Ris trova un cellulare nella casa di Riposto

Il Reparto investigazioni scientifiche di Messina ha sequestrato un telefono e altri reperti; rilievi tecnici in corso sulla morte della 33enne.

A cura di Redazione
03 settembre 2026 06:04
Morte di Noemi Impellizzeri: il Ris trova un cellulare nella casa di Riposto -
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Il Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Messina ha rinvenuto un cellulare nell'abitazione di Riposto dove la 33enne Noemi Impellizzeri fu trovata morta il 23 agosto, uno degli elementi emersi durante il sopralluogo avviato oggi. I rilievi, che comprendono accertamenti fotografici e attività della sezione biologi, hanno portato all'asportazione di diversi reperti dalla casa.

Sopralluogo e repertamento

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i militari del Ris hanno eseguito prima le fotografie dei locali e poi hanno fatto intervenire la sezione biologi. Successivamente sono entrati i difensori delle parti con i loro consulenti chimici, che hanno partecipato alle operazioni tecniche e hanno provveduto al sequestro del telefono e di altri elementi potenzialmente utili all'indagine.

Danni e rilievi tecnici

L'abitazione presenta danni da incendio nella prima stanza e in particolare nella camera al piano superiore. La cucina, dove è stato rinvenuto il corpo, non appare colpita direttamente dalle fiamme ma risulta annerita dai fumi. Gli accertamenti sono descritti come complessi e articolati: le operazioni si sono svolte con pause tecniche e riprenderanno nelle prossime ore per completare i rilievi.

I periti dovranno ora valutare sia gli esami sul reperto informatico — il cellulare — sia le analisi biologiche e chimiche tese a chiarire l'origine dell'incendio e le cause della morte. Alla data del ritrovamento, la 33enne era stata trovata impiccata, dato riportato negli atti iniziali; gli inquirenti manterranno però la massima cautela fino ai risultati degli esami forensi.

Reazioni della famiglia

Sul posto la madre della vittima ha rilasciato dichiarazioni ai giornalisti: "Voglio giustizia per mia figlia, non cerco vendetta ma solo giustizia. Noemi se lo merita", ha detto, respingendo anche le voci che la dipingevano come abbandonata. "Per il momento, fino a quando non si sapranno le cose, è inutile puntare il dito contro le persone. Ma lo capiscono il dolore di una madre? Noemi non era abbandonata, aveva tutto: aveva una casa e non viveva tra i cartoni alla stazione", ha aggiunto.

Gli sviluppi dell'inchiesta saranno collegati agli esiti degli esami sul telefono e sui reperti raccolti: i periti dovranno stabilire se vi siano elementi utili a ricostruire la dinamica degli ultimi momenti di vita della giovane. La Procura competente e gli organi inquirenti non hanno finora rilasciato ulteriori comunicazioni ufficiali; è comunque attesa nelle prossime ore la ripresa dei rilievi tecnici.

La vicenda resta sotto stretta osservazione investigativa: la combinazione di danni da incendio, reperti sequestrati e un decesso per impiccamento impone verifiche tecniche puntuali prima di avanzare qualsiasi ipotesi sulla dinamica dell'evento.

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