Palagonia: arrestato un giovane per spari con kalashnikov durante corsa clandestina vicino al clan Cappello-Bonaccorsi

La squadra mobile di Catania esegue custodia cautelare per porto abusivo d'arma da guerra dopo i video virali dell'8 maggio.

A cura di Redazione
15 settembre 2026 07:40
Palagonia: arrestato un giovane per spari con kalashnikov durante corsa clandestina vicino al clan Cappello-Bonaccorsi -
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Nella mattinata del 14 settembre 2026 la squadra mobile della polizia di Catania ha eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un giovane accusato di porto abusivo di arma da guerra, con l'aggravante di aver agito per favorire il clan Cappello-Bonaccorsi. Il provvedimento è stato emesso dal gip su disposizione della procura distrettuale della Repubblica.

L'indagine trae origine da una corsa clandestina di cavalli svoltasi all'alba dell'8 maggio 2026 a Palagonia: durante la competizione illecita un gruppo di soggetti travisati e armati scortava la gara a bordo di motoveicoli, urlando, suonando i clacson e sparando colpi d'arma da fuoco. I video girati dagli spettatori erano diventati virali sui social network, attirando l'attenzione dei media locali e nazionali.

Indagine e identificazione

La squadra mobile, attraverso l'analisi fotogramma per fotogramma dei filmati, ha identificato nel giovane arrestato l'uomo che durante la corsa brandiva un kalashnikov. In sede di perquisizione i poliziotti hanno trovato in possesso del giovane numerosi indumenti corrispondenti a quelli indossati nell'occasione, oltre allo scooter utilizzato durante l'evento.

Secondo gli inquirenti il giovane risulta appartenere a un gruppo operante nella zona di San Giovanni Galermo e collegato al clan Cappello-Bonaccorsi, elemento che ha fatto scattare l'aggravante contestata nel capo d'accusa.

Nell'ordinanza figurano anche altri soggetti che, pur non essendo destinatari di misure cautelari, sono accusati di partecipazione a competizioni clandestine tra animali in qualità di fantini. Questi ultimi erano stati individuati e denunciati dalla squadra a cavallo della questura di Catania nei giorni successivi alla competizione, durante un controllo nei luoghi in cui i cavalli — poi sottoposti a sequestro — erano stati stallati.

La procura distrettuale ha motivato il provvedimento richiamando gli elementi probatori ricavati dalle immagini e dagli oggetti rinvenuti durante le attività investigative; proseguono gli accertamenti per individuare eventuali altri partecipanti e responsabilità collegate. L'arresto è stato eseguito nell'ambito del fascicolo affidato al tribunale di Catania, che dovrà ora valutare la richiesta di misura cautelare.

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