Palermo: 71enne aggredito vicino allo stadio, ipotesi di una challenge social

Un ragazzo avrebbe colpito con un calcio un anziano filmato da un coetaneo; indagini in corso con le telecamere dello stadio.

A cura di Redazione
25 settembre 2026 05:50
Palermo: 71enne aggredito vicino allo stadio, ipotesi di una challenge social -
Condividi

Un uomo di 71 anni è stato aggredito sabato pomeriggio in viale del Fante, a pochi passi dallo stadio Renzo Barbera: secondo le prime ricostruzioni un ragazzo dall'età apparente di 15 anni lo avrebbe colpito con un calcio al petto mentre un altro coetaneo riprendeva la scena con il cellulare. La vittima è stata ricoverata a Villa Sofia e dimessa con una prognosi di 30 giorni per la frattura di due costole; la polizia ha avviato le indagini d'ufficio.

L'aggressione, avvenuta intorno alle 14.30 vicino a una pensilina dell'autobus poco prima dell'inizio della partita Palermo-Padova, presenta elementi che hanno fatto subito ipotizzare il coinvolgimento di una challenge diffusa sui social: il video girato dal giovane potrebbe essere stato realizzato con l'intento di documentare l'azione e condividerla su piattaforme come TikTok, Instagram o Snapchat. Gli investigatori stanno valutando se il gesto rientri nella dinamica nota come knockout game, cioè la volontà di colpire uno sconosciuto per ottenere visibilità online.

La vittima, residente nella zona di Sferracavallo, dopo l'aggressione era tornata a casa ma ha poi accusato dolori persistenti tra il petto e la zona lombare, tornando al pronto soccorso di Villa Sofia dove gli esami hanno evidenziato il trauma. I medici, sulla base del referto, hanno informato le forze dell'ordine che ora procederanno nelle attività investigative per identificare i due giovani ripresi.

Indagini e contesto

Gli agenti punteranno innanzitutto sulle numerose telecamere piazzate nella zona dello stadio e sulle immagini eventualmente condivise online per risalire ai responsabili. L'obiettivo è chiarire se si sia trattato di un episodio isolato o di emulazione di contenuti visti sui social, con motivazioni che possono spaziare dalla ricerca di like e visibilità fino alla volontà di dimostrare il proprio "valore" a coetanei.

Negli ultimi anni episodi simili, originati negli Stati Uniti, avevano suscitato allarme ma sembravano aver avuto scarsa diffusione in Italia: questo episodio riapre il tema della diffusione di comportamenti violenti attraverso le piattaforme digitali e della responsabilità di chi produce e condivide contenuti. Le autorità valuteranno anche il ruolo dei minorenni coinvolti e le eventuali conseguenze in termini di responsabilità penale o provvedimenti di carattere amministrativo.

La polizia invita chiunque abbia testimonianze o filmati utili a farsi avanti: gli investigatori contano sul contributo dei cittadini per ricostruire la dinamica e individuare i giovani. L'episodio solleva interrogativi sul piano della sicurezza nelle aree pubbliche e sul rapporto tra social media e comportamenti a rischio tra gli adolescenti, aspetti che le autorità locali e le strutture educative potrebbero affrontare nelle prossime settimane.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia