Palermo: convalidati gli arresti di Pizzuto e Pepati per corruzione alla Motorizzazione

Il gip convalida gli arresti: 5.500 euro contestati come tangente, la difesa parla di prestito non ritenuto plausibile.

A cura di Redazione
22 settembre 2026 13:48
Palermo: convalidati gli arresti di Pizzuto e Pepati per corruzione alla Motorizzazione -
Condividi

Il gip Alessandra Marino ha convalidato gli arresti di Angelo Pizzuto e Ignazio Pepati nell'inchiesta sulle pratiche della Motorizzazione di Palermo. I due rimangono agli arresti domiciliari dopo l'arresto in flagranza; la procura contesta che i 5.500 euro consegnati rappresentino una tangente, mentre la difesa sostiene si tratti di un prestito, versione che il gip non ha giudicato plausibile.

Pizzuto, che si è dimesso dall'incarico di direttore della Motorizzazione dopo l'arresto, era stato inviato dalla Regione per riportare ordine negli uffici. Nel ruolo precedente era stato capo di gabinetto dell'assessore Alessandro Aricò; la nomina era motivata dalla necessità di contrastare una serie di scandali e arresti ripetuti negli ultimi anni.

Ignazio Pepati è dal 2023 impiegato contabile in una società in house dell'Automobile Club d'Italia (ACI) con sede a Palermo. In passato ha lavorato presso la sede palermitana dell'ACI e figura nel suo curriculum anche l'attività di istruttore di scuola guida, elemento su cui gli investigatori stanno cercando riscontri circa le modalità della consegna del denaro.

Le indagini su Pizzuto e Pepati, secondo quanto riportato, sarebbero originate da un'inchiesta più ampia che conta 46 indagati, accusati a vario titolo di aver facilitato gli esami per il rilascio di patenti e documenti per auto e imbarcazioni. L'attività investigativa punta a ricostruire reti di favori e possibili illeciti nelle procedure amministrative della Motorizzazione.

La procura interpreta i 5.500 euro consegnati da Pepati a Pizzuto come una tangente finalizzata a ottenere vantaggi nelle pratiche; la difesa ha presentato la spiegazione del prestito, ma il gip l'ha ritenuta non credibile alla luce degli elementi acquisiti fino a oggi. Non sono stati resi noti ulteriori dettagli sull'eventuale documentazione che proverebbe o smentirebbe le diverse versioni.

Il giudice per le indagini preliminari, Alessandra Marino, ha disposto la convalida degli arresti e il mantenimento della misura cautelare ai domiciliari in attesa dei successivi atti processuali. Le fasi successive prevedono l'approfondimento delle indagini e possibili richieste di ulteriori misure da parte della procura.

Il caso si inserisce in un contesto di forte attenzione pubblica sulla gestione degli uffici della Motorizzazione di Palermo, già al centro di procedimenti e indagini negli ultimi anni. Le autorità regionali e gli enti coinvolti hanno avviato o promesso verifiche interne per chiarire responsabilità e procedure.

La presente ricostruzione si basa su fonti giornalistiche e comunicati ufficiali rilanciati da ANSA; il rispetto della presunzione d'innocenza resta un principio centrale: gli indagati sono accusati, non condannati, e le indagini sono in corso per accertare fatti e responsabilità.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui Il Fatto di Sicilia