PEBA di Palermo, Di Gangi: "Il piano contro le barriere crea barriere"

La consigliera PD denuncia documenti pubblicati in formati non accessibili: rischio esclusione dalla consultazione pubblica e possibili impugnative.

A cura di Redazione Redazione
01 settembre 2026 16:30
Notizia verificata · Fonte: comune.palermo.it · Vedi fonti
PEBA di Palermo, Di Gangi: "Il piano contro le barriere crea barriere" -
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Il Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche (PEBA) di Palermo è al centro di una polemica politica e tecnica perché i documenti pubblicati non sarebbero pienamente accessibili alle persone con disabilità. A sollevare la questione è la consigliera del Partito Democratico Mariangela Di Gangi, che ha presentato un'interrogazione urgente all'Amministrazione guidata da Roberto Lagalla.

Di Gangi definisce paradossale che un piano nato per rimuovere ostacoli fisici e sensoriali venga diffuso in modalità che creano barriere digitali. Nel comunicato istituzionale la Planimetria Generale è stata resa disponibile come un unico PDF immagine, non leggibile dai lettori di schermo, mentre altri elaborati presentano assenza di testo alternativo, tabelle senza intestazioni riconoscibili e problemi di contrasto e uso dei colori.

Criticità riscontrate

Secondo la denuncia, le principali criticità sono: documenti non strutturati, immagini senza testo reale, figure senza testo alternativo e tabelle che non risultano interpretabili dalle tecnologie assistive. Di Gangi sottolinea che per la Planimetria Generale esiste già una versione depositata all'Albo Pretorio con testo reale, mentre quella pubblicata nel comunicato non lo è, una contraddizione che mette in luce errori nella gestione della pubblicazione.

Questi problemi non sono meri dettagli tecnici: rappresentano ostacoli concreti alla partecipazione. Il Comune ha aperto un periodo di consultazione di trenta giorni per le osservazioni; se una parte dei cittadini può consultare integralmente i materiali e un'altra no, la consultazione non si svolge in condizioni di parità.

Rischi, richieste e possibili sviluppi

La consigliera PD chiede all'Amministrazione di verificare immediatamente le criticità segnalate, correggere gli elaborati non conformi e rideterminare il termine per le osservazioni, assicurando trenta giorni effettivi di consultazione dell'intera documentazione in formato accessibile. Di Gangi avverte che non intervenire potrebbe esporre il procedimento a contestazioni e impugnative, indebolendo il valore dello stesso PEBA.

Nel suo intervento la consigliera rimarca che l'accessibilità non può limitarsi a una formula nei comunicati stampa: deve diventare un criterio ordinario nella produzione di documenti, nell'organizzazione dei servizi e nella progettazione degli spazi pubblici. Il caso del PEBA, osserva, segnala che la cultura dell'accessibilità non è ancora radicata nelle pratiche amministrative.

L'Amministrazione comunale non ha ancora diffuso una replica pubblica nel testo dell'interrogazione. Restano aperte le questioni procedurali: se e come verranno aggiornati i materiali, se il termine per le osservazioni sarà prorogato e quali misure saranno adottate per evitare il ripetersi di difetti di pubblicazione che limitano la partecipazione democratica.

La vicenda evidenzia un punto più ampio: strumenti come il PEBA hanno senso soltanto se la loro attuazione e diffusione rispettano i principi che dichiarano di promuovere. Nel frattempo, associazioni e cittadini interessati potranno valutare iniziative per sollecitare correzioni immediate o, in caso contrario, verificare le vie formali per tutelare il proprio diritto di partecipare alla consultazione pubblica.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 settembre 2026

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