Resta a Palermo il processo a Galvagno e al suo autista: udienza rinviata al 5 novembre

Il tribunale respinge la richiesta di trasferimento a Catania: Galvagno e Marino restano imputati a Palermo per corruzione, peculato, truffa e falso.

A cura di Redazione
17 settembre 2026 12:09
Resta a Palermo il processo a Galvagno e al suo autista: udienza rinviata al 5 novembre -
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Il tribunale di Palermo ha stabilito che il processo contro il presidente dell'Ars, Gaetano Galvagno, e il suo autista Roberto Marino resterà a Palermo, disponendo il rinvio dell'udienza al 5 novembre. I due sono imputati di corruzione, peculato, truffa e falso; la decisione è stata presa dopo che la corte ha sciolto la riserva sulla richiesta di trasferimento presentata dalla difesa.

La richiesta di trasferimento era stata avanzata dagli avvocati difensori Ninni Reina e Antonia Lo Presti per Galvagno e da Salvatore Sansone per Marino, che sostenevano che il reato più grave, il peculato relativo all'uso dell'auto di servizio, sarebbe stato commesso a Catania, città di residenza dell'esponente di Fratelli d'Italia. La difesa ha quindi chiesto il mutamento della competenza territoriale in base al luogo del fatto contestato.

La Procura ha invece opposto la sua tesi in aula, ribadendo che il processo debba svolgersi a Palermo. Nel corso dell'udienza la pubblica accusa ha difeso la competenza del tribunale palermitano, argomentando che gli elementi processuali e le modalità dei reati contestati rendono appropriata la sede attuale.

Presente in aula anche lo stesso Galvagno, che ha assistito all'udienza in cui il presidente della sezione, Fabrizio La Cascia, ha pronunciato il rigetto della richiesta di trasferimento. La decisione formale di rinviare il processo al 5 novembre è stata adottata dalla terza sezione penale del tribunale.

Motivazioni della difesa e della Procura

Gli avvocati della difesa hanno insistito sul fatto che il peculato — l'uso improprio dell'auto di servizio — sarebbe stato commesso nel territorio di Catania, giustificando così il trasferimento della competenza. La Procura, al contrario, ha sostenuto che la gravità complessiva delle accuse e i legami investigativi richiedono la trattazione del fascicolo a Palermo, dove sono state svolte parte delle indagini.

La fissazione della nuova udienza al 5 novembre lascia aperti i tempi per eventuali ulteriori ricorsi o per l'integrazione di atti istruttori. Fino a quella data, il procedimento resta formalmente in capo alla terza sezione penale del Tribunale di Palermo, che proseguirà l'esame delle contestazioni mosse ai due imputati.

Aggiornamenti sul caso e sull'iter giudiziario saranno possibili dopo la prossima udienza; il tribunale dovrà decidere anche su eventuali istanze processuali presentate dalle parti. Questo sviluppo segna comunque una prima importante scelta in merito alla competenza territoriale e al luogo dove si svolgerà il dibattimento.

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