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Sicilia: immagine generata con l'AI mostra il deputato Pd Dario Safina in divisa da detenuto, lui denuncia «È violenza»
Sicilia: immagine generata con l'AI mostra il deputato Pd Dario Safina in divisa da detenuto, lui denuncia «È violenza»
Un'immagine manipolata con l'intelligenza artificiale ritrae il deputato all'Ars in manette; Safina parla di «gogna digitale» e chiede responsabilità.
PALERMO — Una foto manipolata con l'intelligenza artificiale che ritrae il deputato del Pd all'Ars, Dario Safina, in manette e con la divisa da detenuto è stata diffusa sui social network. A denunciare pubblicamente l'episodio è lo stesso deputato trapanese, che ha definito l'immagine «un atto di violenza mediatica» mirato a deformare la realtà e a distruggere la sua dignità.
Safina ha detto che, oltre alla diffusione dell'immagine, è preoccupante il modo in cui la vicenda è stata presentata sui social: «C'è un limite oltre il quale l'ironia smette di essere satira e diventa gogna», ha affermato, sottolineando che chi ha diffuso l'immagine ha giustificato il gesto come fatto "solo per ridere e sdrammatizzare". Per Safina la satira non è un problema, «ma davanti a certe idiozie mi chiedo davvero, è questo il modo di ridere? È questo il modo di giocare sulla pelle e sulla reputazione delle persone?».
Contesto giudiziario
La foto è stata pubblicata con l'intento apparente di richiamare una vicenda giudiziaria che ha riguardato il deputato due anni fa. Secondo lo stesso Safina, «la Procura della Repubblica, all'esito delle indagini, ha formalmente richiesto l'archiviazione della mia posizione». Al momento non esiste alcun rinvio a giudizio: il magistrato ha disposto ulteriori approfondimenti, come previsto dalle garanzie procedurali. Safina ha ricordato che essere iscritto nel registro degli indagati non equivale a una condanna, ma che «nell'aula del tribunale dei social network la presunzione di innocenza viene spazzata via con un clic».
Il deputato ha descritto l'impatto personale della diffusione dell'immagine: un danno che, a suo dire, si estende alla famiglia, ai figli, alla moglie e ai genitori, costretti a subire «l'umiliazione pubblica di una menzogna grafica spacciata per goliardia». Ha definito la pratica di fabbricare false immagini di arresti e condanne come un modo di «avvelenare i pozzi» e di «calpestare la vita degli altri».
Al momento non risultano indicazioni pubbliche su chi abbia creato o diffuso l'immagine né su eventuali provvedimenti giudiziari o denunce presentate in relazione alla diffusione. L'episodio è stato riportato dall'Agenzia Dire e rilanciato su diverse piattaforme social, dove immagini generate con AI e contenuti manipolati possono raggiungere ampia visibilità in breve tempo.
L'accaduto solleva questioni pratiche ed etiche sull'uso della tecnologia per la disinformazione e sulla responsabilità dei soggetti che creano e condividono contenuti manipolati. Safina ha chiesto maggiore responsabilità nel dibattito pubblico e ha avvertito che non intende restare inerte «non solo per me stesso e per i miei affetti, ma per rispetto delle istituzioni che rappresento».
La vicenda rimane aperta: la denuncia pubblica del deputato ha acceso il dibattito sulla diffusione di immagini deepfake in ambito politico e sulla necessità di strumenti normativi e pratiche di moderazione più efficaci per contrastare la diffusione di contenuti ingannevoli.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 28 settembre 2026