Truffatori catanesi fermati ad Avellino: restituiti gioielli per 30 mila euro a un'anziana

La polizia stradale di Avellino, con i carabinieri di Matera, intercetta un'auto e arresta due uomini dopo una truffa telefonica a una donna di 84 anni.

A cura di Redazione
22 settembre 2026 07:37
Truffatori catanesi fermati ad Avellino: restituiti gioielli per 30 mila euro a un'anziana -
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Due uomini della provincia di Catania, di 39 e 60 anni, sono stati arrestati dalla polizia stradale di Avellino dopo una truffa messa a segno ai danni di una donna di 84 anni residente a Matera. Gli agenti, in coordinamento con i carabinieri di Matera, hanno recuperato l'intera refurtiva — gioielli e orologi — per un valore commerciale stimato in circa 30 mila euro, che sono stati poi restituiti alla vittima. I due sono stati condotti in carcere con l'accusa di truffa aggravata ai danni di una persona anziana.

Indagine e arresto

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vittima era stata contattata al telefono di casa da un uomo che si era spacciato per un appartenente alle forze dell'ordine. Il finto agente aveva riferito che la figlia e il genero erano stati arrestati e, per rendere credibile la messinscena, aveva fatto ascoltare in sottofondo dei pianti registrati. Alla donna era stato chiesto di consegnare subito tutto l'oro in suo possesso come presunta cauzione per la scarcerazione dei familiari.

Pochi minuti dopo la telefonata, un complice si è presentato all'abitazione, si è fatto consegnare i gioielli e si è allontanato. I carabinieri di Matera, intervenuti tempestivamente, sono riusciti a risalire al modello e alla targa dell'auto utilizzata per la fuga e hanno diramato le ricerche nelle regioni limitrofe. Una pattuglia della sottosezione di Avellino Ovest ha poi intercettato il veicolo lungo le arterie di competenza, bloccando i due occupanti e rinvenendo a bordo l'intera refurtiva, successivamente restituita alla proprietaria.

L'operazione è il risultato di un'attività coordinata tra polizia stradale e carabinieri, con un intervento rapido che ha permesso il recupero dei beni e l'arresto dei sospetti. I due indagati sono ora in custodia cautelare con l'accusa di truffa aggravata commessa ai danni di una persona anziana, circostanza che determina l'aggravante prevista dal codice.

Gli investigatori ricordano che truffe di questo tipo — basate su messinscene telefoniche e pressioni emotive — mirano in particolare alle persone più vulnerabili. In caso di chiamate sospette è consigliato: non consegnare denaro o preziosi, interrompere la comunicazione, verificare l'identità chiamando i numeri ufficiali delle forze dell'ordine (come 112/113) e segnalare l'accaduto alle autorità locali.

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