A Catania si chiude Sport AUT: un anno di sport per autonomia e inclusione dei giovani con autismo

Il progetto di Fondazione Èbbene e Sportfund termina dopo 12 mesi: valutazioni positive, supporto alle famiglie e rete tra istituzioni e realtà sportive.

A cura di Redazione Redazione
29 ottobre 2026 12:35
Notizia verificata · Fonte: comune.catania.it · Vedi fonti
A Catania si chiude Sport AUT: un anno di sport per autonomia e inclusione dei giovani con autismo -
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Si è concluso dopo dodici mesi di attività Sport AUT, il progetto promosso da Fondazione Èbbene ETS e Sportfund e co-progettato con il Comune di Catania, volto a promuovere crescita, autonomia e relazioni sociali di bambini e ragazzi con disturbo dello spettro autistico attraverso la pratica sportiva. La chiusura ufficiale si è svolta presso l’Accademia Karate Tosto alla presenza di partecipanti, famiglie, istruttori e rappresentanti istituzionali.

Giornata conclusiva e partecipanti

Alla giornata conclusiva hanno preso parte l’assessore comunale ai Servizi Sociali, all’Inclusione e alla Famiglia Serena Spoto e la presidente nazionale di Fondazione Èbbene ETS Elisa Furnari, insieme ai rappresentanti degli enti coinvolti. L’evento ha celebrato i risultati di un percorso basato su ascolto, rispetto dei tempi individuali e partecipazione alla vita di gruppo.

Attività, formazione e risultati

Nel corso dell’anno i partecipanti sono stati coinvolti in più discipline — karate, nuoto, danza, arrampicata, ciclismo, padel, equitazione — grazie alla collaborazione di nove realtà sportive del territorio. Le attività sono state strutturate in funzione delle caratteristiche e degli interessi individuali per favorire lo sviluppo delle abilità motorie, la regolazione delle emozioni, l’apprendimento delle regole e la condivisione degli spazi.

Un ruolo centrale è stato svolto dalla formazione e dalla supervisione scientifica degli istruttori, coordinate dal professor Stefano Cainelli (Università degli Studi di Trento), consulente di Sportfund. La valutazione strutturata delle attività ha rilevato miglioramenti in tutte le aree osservate, sottolineando l’importanza di contesti adeguatamente preparati e di operatori specializzati per promuovere l’inclusione.

Accanto alla pratica sportiva, Fondazione Èbbene ha fornito un accompagnamento alle famiglie tramite un’équipe multidisciplinare composta da psicologi, professionisti sociali e case manager. Le segnalazioni sono state raccolte dai Servizi sociali comunali nell’ambito della collaborazione tra amministrazione pubblica e Terzo Settore, offrendo ai genitori momenti di ascolto, confronto e orientamento.

Secondo l’assessore Spoto, "lo sport può essere uno strumento concreto di inclusione" e l’amministrazione ritiene essenziale costruire una rete stabile tra istituzioni, famiglie, professionisti e associazioni sportive per trasformare bisogni in opportunità. La presidente Furnari ha definito l’esperienza catanese un primo passo che si intende estendere ad altri territori, valorizzando la collaborazione tra istituzioni e organizzazioni sportive.

L’iniziativa è stata promossa dall’Assessorato regionale della Famiglia e delle Politiche sociali, con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri — Ministro per le disabilità, in co-progettazione con Comune di Catania, Fondazione Èbbene ETS e Sportfund, e si inserisce nella rete nazionale Sport for Inclusion Network che coinvolge 25 fondazioni impegnate nella promozione dello sport come diritto e componente dei percorsi di vita delle persone con disabilità.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 ottobre 2026

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