Affido e transizione dei neomaggiorenni: Anci Sicilia chiede continuità e servizi sociali rafforzati

Convegno a Enna su affido familiare e autonomia post-18: Comuni, magistratura e Terzo settore chiamati a garantire continuità e risorse stabili.

A cura di Redazione Redazione
01 ottobre 2026 13:31
Notizia verificata · Fonte: anci.sicilia.it · Vedi fonti
Affido e transizione dei neomaggiorenni: Anci Sicilia chiede continuità e servizi sociali rafforzati -
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Promuovere l'affido familiare e assicurare la transizione verso l'autonomia dei neomaggiorenni senza interruzioni è stato il nucleo del convegno regionale organizzato da Anci Sicilia e Cnca all'Università Kore di Enna. L'evento si è svolto nell'ambito del progetto Fami "In-Tessere – Sostenere il diritto alle relazioni familiari dei minorenni migranti" e ha riunito magistratura minorile, amministratori locali e operatori sociali.

I relatori hanno posto in primo piano la necessità di garantire la continuità del sostegno anche dopo il compimento dei 18 anni, per evitare che il passaggio all'età adulta si traduca in una nuova condizione di vulnerabilità. Il confronto ha evidenziato come i bisogni dei minorenni italiani e dei minori stranieri non accompagnati differiscano, ma condividano il diritto a crescere in contesti familiari e relazionali sicuri.

"I Comuni, attraverso i servizi sociali, sono il perno di questi percorsi, che richiedono collaborazione con le famiglie, la magistratura e il Terzo settore", hanno dichiarato Paolo Amenta e Mario Emanuele Alvano, presidente e segretario generale di Anci Sicilia. "Il compimento dei diciotto anni non può determinare un’interruzione del sostegno. Servono risorse stabili e organici adeguati per dare continuità ai progetti di vita dei ragazzi e sostenere le famiglie affidatarie".

Dettagli e criticità emerse

Dal dibattito è emerso che la continuità richiede interventi integrati su più fronti: accompagnamento abitativo, opportunità lavorative, supporto educativo e mantenimento delle reti familiari. I partecipanti hanno sottolineato il ruolo centrale dei Comuni e dei servizi sociali locali nel coordinare queste azioni e nel lavorare in sinergia con la magistratura e il Terzo settore.

Anci Sicilia ha anche richiamato il ruolo dei progetti Sai nei percorsi di inclusione dei giovani stranieri, evidenziando il rischio concreto che l'uscita dalla tutela minorile senza adeguati percorsi di continuità possa determinare esclusione sociale e precarietà abitativa ed economica. Per questo, gli operatori hanno chiesto risorse stabili, potenziamento degli organici e una migliore integrazione tra servizi territoriali.

Il confronto ha infine evidenziato la necessità di strumenti di monitoraggio e percorsi personalizzati, in modo da adattare gli interventi alle specificità dei singoli giovani e favorire una reale autonomia. I partecipanti hanno concordato sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra istituzioni per tradurre le raccomandazioni emerse in prassi operative e finanziamenti dedicati.

L'iniziativa rientra in una più ampia discussione regionale sulle politiche per l'infanzia e l'adolescenza, con l'obiettivo di consolidare modelli di affido e di transizione che non lascino i giovani privi di protezioni nel passaggio alla vita adulta.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 01 ottobre 2026

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