Allerta Anbi: ciclone sull'Adriatico, mari anomali. Rischio massimo a Foggia; Marche e Sud sotto osservazione

Consorzio Anbi mette in guardia: tra domenica sera e lunedì un evento ciclonico potrebbe portare piogge violente e nubifragi sulla costa adriatica.

A cura di Redazione Redazione
29 ottobre 2026 15:03
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Allerta Anbi: ciclone sull'Adriatico, mari anomali. Rischio massimo a Foggia; Marche e Sud sotto osservazione -
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Il Consorzio Anbi ha lanciato un'allerta per un "evento ciclonico di grandi dimensioni" atteso tra domenica sera e lunedì, che colpirà principalmente la costa adriatica e aree del Sud. I modelli dell'ECMWF e di Meteored indicano precipitazioni molto intense, con cumulate probabilmente superiori a 100 mm in molte zone e picchi localizzati molto più elevati.

Secondo i dati del Consorzio LaMMA e dell'Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche, il Mediterraneo presenta temperature marine anomale: l'Adriatico settentrionale è oltre +2°C rispetto alla norma, mentre il Tirreno centro-settentrionale e i golfi di Venezia e Trieste registrano punte tra +2,5°C e +3,5°C. Queste anomalie termiche aumentano l'energia a disposizione dei sistemi temporaleschi e favoriscono precipitazioni più intense ed estreme.

I modelli mostrano che le aree a maggior rischio di nubifragi e allagamenti sono la provincia di Foggia (dove sono previste le cumulate più consistenti), le province meridionali delle Marche, i monti del Matese, le zone irpine e il settore tirrenico meridionale. La perturbazione interesserà anche Montenegro, Albania, Croazia e Grecia, con simulazioni che segnalano, nel distretto di Imathia, afflussi prossimi ai 400 mm in meno di 24 ore.

Situazione idrica e misure di prevenzione

Le autorità idrauliche hanno già avviato lo svasamento della rete di invasi e canali per preparare il paese ai nuovi apporti pluviometrici: una prassi che oggi è descritta come una vera e propria corsa contro il tempo da Francesco Vincenzi, presidente di Anbi. Negli invasi del Sud si registrano situazioni differenziate: i quattro principali bacini della Basilicata dispongono di una residua capacità di riempimento superiore a 250 milioni di metri cubi, mentre i bacini pugliesi sono pieni al 28%, con la possibilità di immagazzinare oltre 230 milioni di metri cubi.

A livello idrologico si registrano andamenti eterogenei: la Dora Baltea e il torrente Lys in Valle d'Aosta sono in flessione; in Piemonte alcuni corsi come la Toce mostrano cali fino al -65%, il Tanaro -53% e la Stura di Lanzo -15% rispetto alla norma. Nel Nord i grandi laghi restano generalmente sotto media, con il Sebino al 60,7% di riempimento e il Lario al 47,1%.

Dopo gli incrementi repentini della scorsa settimana, i corsi d'acqua del Veneto e dell'Emilia-Romagna mostrano un ritorno a valori più consueti, mentre il fiume Po presenta una ripresa delle portate che porta il valore a Pontelagoscuro vicino alla media storica (circa 1505 m3/s, cioè -12%). In Liguria e Toscana alcune valli mantengono portate abbondanti ma ancora sotto la media storica in confronto ai picchi temporaleschi recenti.

L'abbassamento delle temperature previsto con la perturbazione farà comparire la prima neve sull'Appennino Centrale, fenomeno che, se non sarà seguito da ondate di calore tardive, potrà contribuire a costituire un substrato per le future riserve nivali, come osservato dal direttore generale di Anbi, Massimo Gargano.

Le Autorità locali e la Protezione Civile sono invitate a monitorare le criticità, mentre alla popolazione si raccomanda di seguire i bollettini ufficiali, evitare attraversamenti di aree allagate e limitare gli spostamenti nelle fasce temporali di massima intensità. Il quadro meteorologico viene inoltre collegato agli effetti della crisi climatica, che tende ad aumentare la frequenza e l'intensità di eventi meteorologici estremi.

Per aggiornamenti: seguire i comunicati della Protezione Civile regionale e nazionale, i bollettini di LaMMA e le allerte emesse da Anbi e dai centri di monitoraggio meteo. Le condizioni evolveranno rapidamente nelle prossime 24-48 ore, con impatti potenzialmente significativi su viabilità, infrastrutture e aree urbane costiere.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 29 ottobre 2026

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