Autostrade siciliane, guardrail anni '70: il ministero chiedeva la sostituzione già nel 2005

Ispezioni rivelano barriere obsolete sulle A18 e A20; servono 5 miliardi in 10 anni. Regione stanzia 13,3 mln, il Cas rischia la revoca.

A cura di Redazione
09 ottobre 2026 10:01
Autostrade siciliane, guardrail anni '70: il ministero chiedeva la sostituzione già nel 2005 -
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Le autostrade siciliane A18 (Messina-Catania) e A20 (Messina-Palermo) sono al centro di un allarme sulla sicurezza: barriere di sicurezza risalenti agli anni '70 non sono state adeguate nonostante una circolare ministeriale del 2005 che ne richiedeva la sostituzione. Secondo l'ingegner Placido Migliorino, autore di un dossier del 2021 e consulente del Ministero delle Infrastrutture, nei prossimi dieci anni serviranno almeno 5 miliardi di euro per portare queste tratte agli standard nazionali. Il Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) è sotto pressione e rischia la revoca della concessione se non rispetterà le prescrizioni.

Il problema principale sono i guardrail: barriere progettate con norme di cinque decenni fa che «non sono più in grado di assicurare il contenimento dei veicoli in caso di urti», spiega Migliorino. Le verifiche hanno evidenziato che attualmente circa il 70% della rete non soddisfa i criteri minimi di sicurezza. Per i tratti più critici è stato imposto il limite di 60 km/h, una misura di emergenza che equivale a una velocità da strada urbana e che solleva dubbi sull'efficacia del pedaggio sul tratto.

Di fronte alla criticità, il Cas afferma di essersi attivato: disponibili ci sono 252 milioni di euro da fondi FSC, in parte già impiegati, e ulteriori risorse POC per circa 13 milioni deliberati dalla Regione. Tuttavia l'ispettore Migliorino avverte che si tratta di interventi di mitigazione del rischio e non di soluzioni strutturali definitive: molte barriere e la segnaletica orizzontale rimangono non conformi e richiedono lavori sostanziali.

Oltre alle barriere, preoccupa lo stato del manto stradale: buche, tratti privi di sistemi drenanti e rischio di aquaplaning durante i temporali sono tra le anomalie segnalate dall'Ufficio Ispettivo di Catania. Migliorino ha sottolineato la necessità di installare anche bande rumorose e misure per garantire il corretto distanziamento dei veicoli.

Interventi, stanziamenti e programma lavori

La Regione Siciliana ha stanziato ieri 13,3 milioni di euro per finanziare 14 interventi urgenti su A18 e A20, tramite riprogrammazione dei fondi POC Sicilia 2014-2020. Il presidente Renato Schifani ha definito lo stanziamento una risposta concreta alla sicurezza della rete, mentre l'assessore Alessandro Aricò ha annunciato che gli interventi saranno programmati per ridurre i tempi e limitare le interferenze con la circolazione.

Nel dettaglio, il piano comprende lavori su segnaletica orizzontale e verticale, rifacimento o riqualificazione della pavimentazione autostradale, manutenzione e ripristino dei giunti di dilatazione dei viadotti, sistemazione o sostituzione delle barriere di sicurezza e degli attenuatori d'urto, oltre a interventi urgenti sulle gallerie (idrolavaggio, reti metalliche, ancoraggi) e verifica dei sistemi di illuminazione.

Nonostante gli annunci, gli esperti segnalano che le risorse disponibili sono ancora insufficienti rispetto al fabbisogno stimato e che molte opere richiederanno programmi pluriennali. La situazione resta una corsa contro il tempo: misure tampone possono limitare il rischio nel breve periodo, ma la mancata pianificazione e gli anni di ritardi accumulati rendono probabile che, senza investimenti strutturali, permangano rischi per l'incolumità degli utenti e la continuità della mobilità nell'isola.

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