Ciclone Harry: Regione chiarisce esenzione del canone demaniale, esclusi i non danneggiati

Solo le imprese che hanno dichiarato e documentato danni gravi possono ottenere l'esenzione del canone demaniale 2026, precisa il dipartimento Ambiente.

A cura di Redazione Redazione
09 ottobre 2026 18:35
Notizia verificata · Fonte: regione.sicilia.it · Vedi fonti
Ciclone Harry: Regione chiarisce esenzione del canone demaniale, esclusi i non danneggiati -
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La Regione Sicilia ha chiarito che l'esenzione dal pagamento dei canoni demaniali marittimi per l'annualità 2026 è riconosciuta solo alle imprese titolari di concessioni che abbiano subito gravi danni a seguito del ciclone Harry. Il chiarimento del dirigente generale del dipartimento regionale dell'Ambiente, Rino Beringheli, arriva dopo la segnalazione di un'impresa turistico-alberghiera di Cefalù invitata a versare il canone nonostante l'emergenza meteorologica.

La norma che ha introdotto l'esenzione è la legge regionale n.3 del 30 gennaio 2026, integrata dal decreto dell'assessore al Territorio e all'Ambiente, Giusi Savarino (decreto n.12 del 5 febbraio). La misura è pensata come agevolazione straordinaria per attività turistico-ricreative, nautica da diporto, cantieristica navale e aree portuali che risultino gravemente danneggiate dagli eventi meteo di gennaio 2026.

Cosa richiede la circolare attuativa

La circolare attuativa del 13 maggio 2026 dettaglia i requisiti richiesti per ottenere l'esenzione. Per essere considerata «grave», la situazione deve soddisfare almeno uno dei seguenti criteri:

  • Sospensione totale o significativa dell’attività concessoria;
  • Inutilizzabilità, anche parziale, delle strutture oggetto di concessione;
  • Perdita significativa della superficie dell’arenile in concessione a causa dell’erosione costiera;
  • Perdita economica documentata e rilevante a seguito degli eventi meteorologici;
  • Compromissione funzionale dell’area in concessione che ne impedisca l'uso previsto.

Il testo della circolare stabilisce inoltre le modalità di presentazione della richiesta e la documentazione necessaria per provare i danni.

Sulla vicenda di Cefalù, il dipartimento regionale ha spiegato di aver verificato che l'impresa in questione non ha mai presentato istanza di esenzione né dichiarato di avere subito danni gravi. «Dunque, come previsto, avrebbe dovuto corrispondere il canone concessorio entro il 15 settembre scorso», ha detto Beringheli, aggiungendo che per questo motivo è stato inviato l'invito a regolarizzare il pagamento.

La precisazione ufficiale implica che l'esenzione non è automatica: le aziende che ritengono di avere diritto alla misura devono seguire la procedura indicata e fornire prove documentali delle perdite o dei danni subiti. In assenza di istanza o di dichiarazione formale, l'amministrazione regionale procede alle normali attività amministrative di riscossione.

L'episodio riapre il dibattito sulle tutele per il settore turistico delle coste siciliane, particolarmente vulnerabile agli eventi meteorologici estremi. Per gli operatori balneari e turistici la misura regionale rappresenta una possibile riduzione dei costi ma comporta anche l'onere di una documentazione rigorosa per accedere al beneficio.

Gli operatori interessati sono invitati a verificare i requisiti previsti dalla circolare del 13 maggio e, se rientranti nei criteri di gravità, a presentare tempestivamente istanza documentata presso il dipartimento regionale dell'Ambiente, seguendo le modalità indicate dal decreto e dalla circolare stessa. In mancanza di richieste formali, la Regione continuerà a richiedere il pagamento dei canoni secondo le scadenze previste.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 09 ottobre 2026

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