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Furto al Mume di Messina: accuse disciplinari per i custodi dopo il colpo alle tavole di Antonello
Furto al Mume di Messina: accuse disciplinari per i custodi dopo il colpo alle tavole di Antonello
La Regione avvia procedimenti disciplinari contro i custodi del Museo Accascina dopo il furto di quattro tavole attribuite ad Antonello da Messina.
La Regione Siciliana ha avviato contestazioni ufficiali nei confronti di alcuni custodi in servizio al Museo regionale Accascina (Mume) di Messina la notte di Ferragosto, quando è avvenuto il clamoroso furto di opere attribuite ad Antonello da Messina. Il procedimento disciplinare nasce dalle segnalazioni del dipartimento dei Beni culturali e dell'identità siciliana.
I ladri hanno sottratto tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio (1473) e una tavola bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. La sera del furto erano in servizio quattro custodi; uno di loro è attualmente indagato dalla Procura di Messina con l'accusa di aver rilasciato false dichiarazioni nell'ambito dell'inchiesta penale.
Procedimento disciplinare
L'Ufficio competente della Regione, collegato all'assessorato alle Autonomie locali e funzione pubblica, ha formalizzato l'iter disciplinare sulla base delle osservazioni trasmesse dal dipartimento Beni culturali. Nel documento si contestano principalmente irregolarità nella gestione dei sistemi d'allarme del museo e comportamenti ritenuti non conformi alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro e alle linee guida sulla sicurezza.
I dipendenti interessati avranno la possibilità di presentare la loro versione dei fatti in audizione; per alcuni l'appuntamento sarebbe già stato fissato. Gli uffici regionali precisano che il procedimento disciplinare è distinto, seppure parallelo, all'indagine penale condotta dalla Procura di Messina.
Rotazione del personale e misure organizzative
Il dirigente generale del dipartimento, Mario La Rocca, ha annunciato l'attuazione del Programma di rotazione 2026-2028 per il personale impegnato in fruizione, vigilanza e custodia nei musei, nei parchi archeologici e nelle aree monumentali della Sicilia. Le tre mansioni sono classificate come a elevato rischio per la loro continua interazione col pubblico.
Secondo il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao), i dipendenti che nel 2026 avranno superato cinque anni di permanenza continuativa nello stesso luogo e con le stesse mansioni dovranno essere trasferiti; la distanza fra la sede attuale e la nuova destinazione non potrà superare cinquanta chilometri, con previste deroghe e trasferimenti effettuati secondo criteri definiti.
Sui provvedimenti e sulle ricadute occupazionali il dipartimento e i dirigenti incontreranno oggi i sindacati del pubblico impiego per discutere modalità e tempi di applicazione.
L'azione disciplinare della Regione si inserisce in un quadro più ampio che vede procedimenti amministrativi e attività investigative penali procedere in parallelo, con riflessi sul piano della sicurezza dei beni culturali e sull'organizzazione del personale addetto alla custodia delle opere.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 02 ottobre 2026