Furto al Mume di Messina: accuse disciplinari per i custodi dopo il colpo alle tavole di Antonello

La Regione avvia procedimenti disciplinari contro i custodi del Museo Accascina dopo il furto di quattro tavole attribuite ad Antonello da Messina.

A cura di Redazione Redazione
02 ottobre 2026 12:33
Notizia verificata · Fonte: dire.it · Vedi fonti
Furto al Mume di Messina: accuse disciplinari per i custodi dopo il colpo alle tavole di Antonello -
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La Regione Siciliana ha avviato contestazioni ufficiali nei confronti di alcuni custodi in servizio al Museo regionale Accascina (Mume) di Messina la notte di Ferragosto, quando è avvenuto il clamoroso furto di opere attribuite ad Antonello da Messina. Il procedimento disciplinare nasce dalle segnalazioni del dipartimento dei Beni culturali e dell'identità siciliana.

I ladri hanno sottratto tre delle cinque tavole superstiti del Polittico di San Gregorio (1473) e una tavola bifronte raffigurante la Madonna e il Cristo in pietà. La sera del furto erano in servizio quattro custodi; uno di loro è attualmente indagato dalla Procura di Messina con l'accusa di aver rilasciato false dichiarazioni nell'ambito dell'inchiesta penale.

Procedimento disciplinare

L'Ufficio competente della Regione, collegato all'assessorato alle Autonomie locali e funzione pubblica, ha formalizzato l'iter disciplinare sulla base delle osservazioni trasmesse dal dipartimento Beni culturali. Nel documento si contestano principalmente irregolarità nella gestione dei sistemi d'allarme del museo e comportamenti ritenuti non conformi alle disposizioni del Contratto collettivo regionale di lavoro e alle linee guida sulla sicurezza.

I dipendenti interessati avranno la possibilità di presentare la loro versione dei fatti in audizione; per alcuni l'appuntamento sarebbe già stato fissato. Gli uffici regionali precisano che il procedimento disciplinare è distinto, seppure parallelo, all'indagine penale condotta dalla Procura di Messina.

Rotazione del personale e misure organizzative

Il dirigente generale del dipartimento, Mario La Rocca, ha annunciato l'attuazione del Programma di rotazione 2026-2028 per il personale impegnato in fruizione, vigilanza e custodia nei musei, nei parchi archeologici e nelle aree monumentali della Sicilia. Le tre mansioni sono classificate come a elevato rischio per la loro continua interazione col pubblico.

Secondo il Piano integrato di attività e organizzazione (Piao), i dipendenti che nel 2026 avranno superato cinque anni di permanenza continuativa nello stesso luogo e con le stesse mansioni dovranno essere trasferiti; la distanza fra la sede attuale e la nuova destinazione non potrà superare cinquanta chilometri, con previste deroghe e trasferimenti effettuati secondo criteri definiti.

Sui provvedimenti e sulle ricadute occupazionali il dipartimento e i dirigenti incontreranno oggi i sindacati del pubblico impiego per discutere modalità e tempi di applicazione.

L'azione disciplinare della Regione si inserisce in un quadro più ampio che vede procedimenti amministrativi e attività investigative penali procedere in parallelo, con riflessi sul piano della sicurezza dei beni culturali e sull'organizzazione del personale addetto alla custodia delle opere.

Fact Check

Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.

Fonte:

Verificato il: 02 ottobre 2026

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