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Indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi: Anci Sicilia chiede adeguamento e tutela della dignità
Indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi: Anci Sicilia chiede adeguamento e tutela della dignità
Anci Sicilia sollecita l'Ars e il governo regionale ad adeguare le indennità ai livelli nazionali e a evitare disparità territoriali.
Palermo. L'Anci Sicilia ha chiesto pubblicamente che la dignità degli amministratori locali sia tutelata e che la normativa regionale sulle indennità dei presidenti dei Liberi Consorzi venga adeguata agli standard nazionali. Il presidente Paolo Amenta e il segretario generale Mario Emanuele Alvano hanno definito inaccettabile che il riconoscimento delle responsabilità istituzionali venga trasformato in un sospetto di privilegio.
Contesto normativo e implicazioni
Secondo Anci Sicilia, la proposta in discussione all'Assemblea regionale siciliana riprende i criteri della legge nazionale n. 56/2014 (modificata nel 2019), che riconosce ai presidenti delle Province un'indennità commisurata a quella del sindaco del capoluogo, non cumulabile con l'indennità da sindaco. Gli esponenti dell'Anci ricordano che un precedente adeguamento normativo del 2022 per le indennità dei sindaci in Sicilia è stato accompagnato da una copertura finanziaria regionale pari a un quarto delle risorse statali, generando differenze territoriali e polemiche.
Gli effetti concreti del meccanismo applicato in passato, avvertono Amenta e Alvano, sono stati la creazione di disparità tra territori e l'esposizione degli amministratori a critiche che ne hanno delegittimato il ruolo. L'Anci sottolinea che molti sindaci assumono anche la carica di presidenti dei Liberi Consorzi, svolgendo pertanto un doppio incarico di responsabilità che dovrebbe trovare un riconoscimento chiaro e uniforme.
Per l'associazione, è legittimo aprire un confronto sui costi e sulle coperture finanziarie, ma a partire da dati corretti e dal dovuto riconoscimento delle responsabilità esercitate. Amenta invita il governo regionale e l'Ars ad assumersi la responsabilità politica di una modifica normativa che eviti di ripetere l'errore già verificatosi con le indennità dei sindaci.
L'ANCI chiede che l'autonomia siciliana garantisca pari dignità agli amministratori che servono le comunità, evitando soluzioni che lascino aperte differenze finanziarie e contenziosi territoriali. Nel documento diffuso, si insiste sul ruolo degli enti locali e sulla necessità che le parole di apprezzamento per il loro impegno si traducano in scelte concrete.
Sul piano istituzionale, la palla passa ora all'Ars e alla giunta regionale: il provvedimento in esame dovrà definire criteri di calcolo delle indennità e modalità di finanziamento che evitino interpretazioni locali divergenti. La discussione attende sviluppi nelle commissioni competenti e possibili osservazioni da parte dei gruppi politici e delle associazioni locali.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 02 ottobre 2026