Messina: finto carabiniere strappa i gioielli a un'anziana, due arresti in flagranza

Una telefonata e la storia di una rapina in gioielleria; la Polizia intercetta i due sospetti, recupera i preziosi e li porta a Gazzi.

A cura di Redazione
29 ottobre 2026 12:03
Messina: finto carabiniere strappa i gioielli a un'anziana, due arresti in flagranza -
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Una telefonata e una messa in scena sono state il prologo di un furto consumato nella zona nord di Messina, dove due uomini sono stati arrestati dopo aver tentato di derubare un'anziana. La Polizia di Stato ha intercettato i presunti responsabili a bordo di un'automobile, recuperando la refurtiva e restituendola alla proprietaria.

I fatti

Secondo la ricostruzione della Questura di Messina, i truffatori avrebbero contattato telefonicamente la vittima raccontando una finta rapina in una gioielleria e sostenendo che un'auto a lei intestata fosse stata usata per il reato. Con questo pretesto hanno chiesto una verifica urgente dei gioielli custoditi in casa per escludere responsabilità.

Quando uno dei due si è presentato all'abitazione, la donna ha manifestato sospetto e ha cercato di rientrare in casa: a quel punto il presunto truffatore le ha strappato i gioielli dalle mani ed è fuggito verso il complice che attendeva in auto.

Intervento delle forze dell'ordine

La fuga è però durata poco: le Volanti sono intervenute dopo la segnalazione e hanno intercettato i due uomini ancora a bordo del veicolo. Gli agenti hanno recuperato la refurtiva, proceduto al sequestro dell'auto e riconsegnato i preziosi alla vittima.

I fermati sono due catanesi, indicati dalla Questura come classe 1964 e 1982, arrestati in flagranza e accusati di tentata truffa aggravata in concorso e furto con strappo.

Provvedimenti giudiziari

Su disposizione del pubblico ministero di turno della Procura della Repubblica di Messina, i due sono stati condotti nella casa circondariale di Gazzi in attesa dell'udienza di convalida degli arresti. Le accuse contestate riflettono la doppia modalità del reato: il tentativo di inganno telefonico e l'atto violento del furto con strappo.

La dinamica segue una tecnica di raggiro ormai nota, quella del finto carabiniere, che sfrutta il timore della vittima di essere coinvolta in procedimenti giudiziari per ottenere accesso a beni o denaro. Le autorità hanno restituito i gioielli e avviato gli accertamenti necessari per la piena ricostruzione dell'episodio e per verificare eventuali responsabilità penali aggiuntive.

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