Palagonia, corsa clandestina di cavalli con tre pistoleri: la polizia indaga sui video virali

Video mostra cavalli su una provinciale, motociclisti con pistole e corse illegali; accertamenti su scuderie catanesi e possibili legami mafiosi.

A cura di Redazione
09 ottobre 2026 10:43
Palagonia, corsa clandestina di cavalli con tre pistoleri: la polizia indaga sui video virali -
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Palagonia. Una corsa clandestina di cavalli è stata filmata ieri all'alba su una strada provinciale del calatino; il filmato, divenuto virale, mostra decine di motociclisti e almeno tre persone che impugnano pistole durante la sfida. La polizia ha aperto accertamenti già prima che i video circolassero sui social.

La scena, ripresa da più telefonini, documenta una pista improvvisata fra i campi di agrumeti e macchia mediterranea: un corteo di motociclisti, alcuni con il volto travisato, incita i cavalli su cui corrono i fantini seduti sui calessini. In una delle clip si vedono chiaramente tre persone, tutte su una stessa moto, che alzano il braccio tenendo in mano delle pistole; le armi sono riprese nitidamente dalle telecamere amatoriali.

Uno dei video è stato condiviso anche dall'animalista influencer Enrico Rizzi, contribuendo alla rapida diffusione delle immagini. Secondo la questura, gli accertamenti erano stati avviati prima della pubblicazione online, ma la condivisione ha accelerato l'attenzione pubblica e investigativa.

Indagine e riscontri

Le verifiche sono condotte da più reparti: la squadra a cavallo dell'Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico ha passato al setaccio stalle e scuderie nei quartieri catanesi, mentre la squadra mobile di Catania, coadiuvata dalla polizia scientifica, ha analizzato frame e metadati dei video alla ricerca di elementi identificativi.

Dai primi riscontri investigativi emergono alcuni dettagli ritenuti rilevanti: i fantini, le scuderie coinvolte e alcuni scommettitori appaiono riconducibili a persone di Catania. Inoltre, in alcuni fotogrammi si notano accessori di colore azzurro sul cavallo; le forze dell'ordine definiscono però questa circostanza un elemento da verificare e sottolineano che non è stato ancora provato un collegamento diretto con organizzazioni criminali.

Nei servizi giornalistici e investigativi è stata richiamata l'attenzione su una delle correnti del clan Cappello e sul nome di Pietro Gagliano, detto "il Puffo", noto per l'uso simbolico di colori e bandiere; sulle possibili connessioni la polizia mantiene una posizione cauta e le ipotesi restano al vaglio degli inquirenti.

La vicenda solleva profili di pubblica sicurezza e tutela degli animali: la presenza di armi in contesti illegali, l'organizzazione di gare non autorizzate e il coinvolgimento di spettatori su mezzi a due ruote configurano potenziali reati e rischi per l'incolumità delle persone e degli animali. Gli investigatori stanno valutando elementi che potrebbero integrare ipotesi di responsabilità penale, senza escludere verifiche su scommesse clandestine collegate all'evento.

Le autorità continuano le operazioni di campo e la lettura forense dei filmati; la polizia invita chiunque abbia testimonianze o altri filmati a rivolgersi agli uffici competenti. Nel frattempo, i materiali pubblicati sui social rimangono oggetto di analisi per ricostruire dinamica, responsabilità e eventuali reti di organizzazione attorno alla corsa clandestina.

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