-
Palermo: 23 condanne per traffico di droga legato ai clan di Brancaccio, Bonagia e Sperone
Palermo: 23 condanne per traffico di droga legato ai clan di Brancaccio, Bonagia e Sperone
Il Gup ha inflitto complessivamente un secolo e mezzo di carcere per un traffico con fornitori calabresi e campani.
Il Gup del Tribunale di Palermo, Marta Maria Bossi, ha condannato 23 imputati nell'ambito di un processo per traffico di stupefacenti che coinvolgeva i clan mafiosi di Brancaccio, Sperone e Bonagia. L'attività illecita comprendeva importazioni e distribuzioni di hashish, marijuana e cocaina in Sicilia, secondo quanto ricostruito in aula.
L'indagine, coordinata e condotta dalla Squadra mobile, ha portato all'intercettazione di alcuni carichi sia a Palermo sia a Catania. Le prove raccolte dalla polizia hanno permesso di ricostruire canali di rifornimento con fornitori calabresi e campani, che inviavano le partite di droga sull'isola.
Nel gruppo degli imputati figura anche Ivan Rino Bonaccorso, ritenuto legato alla camorra e in contatti con alcuni dei principali condannati: Salvatore Gnoffo, Gioacchino Di Maggio, Vincenzo Bellomonte e Michele Arena, che hanno ricevuto le pene più severe.
Le condanne
Di seguito i principali verdetti pronunciati con il rito abbreviato (pena indicata come periodo definitivo riconosciuto dal Gup):
Salvatore Gnoffo: 16 anni e 8 mesi.
Gioacchino Di Maggio: 15 anni e 4 mesi.
Michele Arena: 14 anni e 8 mesi.
Vincenzo Bellomonte: 13 anni e 8 mesi.
Altre condanne significative: Giuseppe Rocco 6 anni e 8 mesi; Agostino Sansone 6 anni e 4 mesi; Ivan Rino Bonaccorso, Giuseppe Bronte e Pietro Mira 6 anni e 2 mesi ciascuno.
Restano inoltre condanne a 6 anni per Vittorio Di Maio, Castrese Fruttaldo, Pasquale Fruttaldo e Alessandro Scelta. Per altri imputati il Gup ha inflitto pene inferiori: Giovanni Bagnasco, Salvatore Castigliola, Ignazio Cottone, Giuseppe Di Cara, Girolamo Federico, Salvatore Norman Federico, Ignazio Randazzo e Vincenzo Ruffano hanno ricevuto 4 anni ciascuno; Ivan Oneto 2 anni e 8 mesi; Naria Salierno 1 anno e 4 mesi.
Nel complesso il giudice ha quantificato un totale di un secolo e mezzo di carcere per l'insieme degli imputati. Le condanne sono state pronunciate con il rito abbreviato, che comporta lo sconto di pena di un terzo rispetto alla misura applicata in dibattimento.
Il procedimento fotograferebbe una rete di traffico con collegamenti interregionali, sottolineando la persistenza di canali che uniscono la domanda siciliana a rifornimenti dal continente. Le autorità mantengono attiva l'attenzione sul fenomeno, mentre le misure penali ora applicate seguiranno i normali gradi di impugnazione previsti dalla legge.