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Palermo, il Consiglio chiede la rimozione del presidente di AMG GAS coinvolto nell'inchiesta sulla Motorizzazione
Palermo, il Consiglio chiede la rimozione del presidente di AMG GAS coinvolto nell'inchiesta sulla Motorizzazione
L'Aula impegna il sindaco Lagalla a sollecitare sospensione o revoca di Angelo Pizzuto; il voto mette a nudo la spaccatura del centrodestra.
Il Consiglio Comunale di Palermo ha approvato a maggioranza un ordine del giorno che impegna il Sindaco Roberto Lagalla e la Giunta a sollecitare la sospensione, la decadenza o la revoca per giusta causa del presidente di AMG GAS s.r.l., Angelo Pizzuto, a seguito del suo coinvolgimento in una grave inchiesta sulla gestione della Motorizzazione Civile.
Le rassicurazioni sulla serietà del voto sono state accompagnate dall'invito al rispetto della magistratura e del principio di presunzione di innocenza, ma l'atto adottato mette in evidenza una richiesta esplicita di tutela delle istituzioni e di responsabilità nella gestione delle società partecipate.
Dettagli del voto e spaccatura nel centrodestra
Il documento è passato grazie a una maggioranza relativa e a un evidente corto circuito politico nel centrodestra: l'astensione di una parte della maggioranza ha reso decisivi i voti favorevoli di Forza Italia e di Fratelli d'Italia. Paradossalmente, è stato proprio Fratelli d'Italia — che aveva indicato fiduciariamente lo stesso Pizzuto e che è politicamente vicino all'assessore regionale Alessandro Aricò — a contribuire all'approvazione dell'atto.
I consiglieri firmatari dell'ordine del giorno — esponenti di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, AVS, Oso Controcorrente e Gruppo Misto — hanno definito il voto come una bocciatura politica nei confronti del centrodestra, denunciando un clima di opacità che sarebbe ormai insostenibile per la città.
Nel dispositivo approvato l'Aula chiede al Sindaco di attivare tutte le procedure amministrative previste per le partecipate comunali, compresa la richiesta formale di sospensione o revoca del presidente per giusta causa, qualora ne ricorrano i presupposti soggettivi e procedurali. Al tempo stesso i firmatari hanno ribadito il dovere di non interferire con le indagini in corso e di rispettare la presunzione di innocenza.
La mobilitazione del Consiglio riflette anche una più ampia contestazione politica: per l'opposizione, l'esito del voto dimostra l'incapacità del centrodestra di darsi un profilo etico coerente e rappresenta un richiamo alla trasparenza e alla responsabilità amministrativa.
Il passaggio dell'ordine del giorno apre ora un capitolo operativo: il Sindaco e la Giunta sono chiamati a pronunciarsi e ad avviare, se lo riterranno opportuno, le iniziative formali verso la società partecipata. Sullo sfondo restano le indagini giudiziarie e il necessario monitoraggio politico e mediatico degli sviluppi, con possibili ricadute sulla governance locale e sulla fiducia dei cittadini.
A sottoscrivere la proposta sono i consiglieri del Partito Democratico Arcoleo, Di Gangi, Piccione e Teresi; del Movimento 5 Stelle Randazzo, Amella e Giuseppe Miceli; di AVS Giambrone e Mangano; di Oso Controcorrente Argiroffi e Forello; e del Gruppo Misto Giaconia, Progetto Civico Italia Carmelo Miceli e Franco Miceli. I firmatari hanno chiesto al Sindaco di “dare immediata attuazione all'atto”: la palla passa ora all'esecutivo cittadino.
Fact Check
Prima della pubblicazione, la redazione ha verificato e consultato le fonti elencate di seguito per garantire l'accuratezza delle informazioni riportate.
Fonte:
Verificato il: 09 ottobre 2026